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Guido Bertolaso, il rispetto e la memoria

Guido Bertolaso a L'Aquila in occasione dell'apertura della scuola di alta formazione politica della fondazione Magna Carta. La ricostruzione, l'unità d'intenti, la diversa gestione delle emergenze nell'intervista a Il Capoluogo

La fondazione Magna Carta ha aperto la scuola di alta formazione politica a L’Aquila con una Lectio Magistralis di Guido Bertolaso dal titolo ‘Il rispetto e la memoria’.

bertolaso lectio magistralis magna carta

Sala gremita, a La dimora del Baco, per ascoltare la lectio magistralis di Bertolaso, che al microfono de Il Capoluogo ammette: L’Aquila è per me fonte di tantissime emozioni, ricordi tristi ma anche altri più sereni.

“C’è stato un impegno totale ma anche una solidarietà che poi non si è più vista. In questi 10 anni è cambiato molto nella gestione delle emergenze: ho sempre detto che la ricostruzione sarebbe stata la parte più difficile e che ricostruire L’Aquila avrebbe visto il coinvolgimento di menti preparate e competenti, con una voglia enorme di fare squadra, come quella dei primi 10 mesi di emergenza post sisma, e una grande unità d’intenti. Quest’ultima non c’è più. I tempi, anche della ricostruzione, non possono essere considerati estremamente lunghi, anche considerato quello che stiamo vedendo altrove”

Spontaneo il confronto con la gestione dell’ultima emergenza, quella del terremoto del centro Italia.

“C’è una diversa sensibilità per la gestione del sisma di Amatrice: non puoi creare una struttura di comando e controllo a distanza (Rieti, ndr) rispetto ai luoghi colpiti anche perché diffondi un segnale drammatico, di distanza. Occorreva stare nelle stesse tende dei terremotati e gestire l’emergenza da lì”

D’obbligo il passaggio, durante la lectio magistralis, sulle prossime elezioni: “Tutti i giornalisti presenti mi hanno fatto la domanda su una eventuale candidatura. Rispondo adesso. Si può fare” ha detto “ma ad una condizione: che tutte le forze politiche mi aiutino ad organizzare le Olimpiadi invernali degli Appennini. Io vivo negli Appennini quando non giro nel sud delle Marche. Vedo Amatrice abbandonata, Arquata abbandonata. Se si è candidata Milano, che non ha montagne, allora ci candidiamo noi per gli sport invernali. Lo stadio del ghiaccio ad Amatrice… sono operazioni che si possono fare! Mi hanno risposto che le Olimpiadi qui non si possono fare e allora io continuo a fare il nonno…”

“Guido Bertolaso ha fatto fino in fondo il proprio dovere” ha detto il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, introducendo i lavori.

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“Innamorato della città di L’Aquila, Guido Bertolaso è passato dalla fase in cui, come imperatore, avrebbe potuto chiedere qualunque cosa agli aquilani, alla damnatio memoriae. Agli aquilani è mancato l’equilibrio. La politica ha commesso il grande errore di non raccogliere le procedure, le prassi, le norme e le intuizioni del post sisma aquilano gestito da Bertolaso, che avrebbero potuto rappresentare un modello per tutte le situazioni di emergenza. L’Aquila ha perso molte occasioni.
Il decennale darà l’opportunità a L’Aquila per tratteggiare la città che sarà, su quali settori strategici investire per dare un senso ulteriore si tanti fondi investiti sulla ricostruzione”.

bertolaso quagliariello
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“La fondazione Magna Carta apre la sua scuola di alta formazione con una bella occasione”, aggiunge il senatore Gaetano Quagliariello. “Avere qui Bertolaso è importante non solo per la qualità della presenza ma anche perché si collega a un tema fondamentale: quello delle aree interne. Siamo convinti che questa sia una delle emergenze nazionali, purtroppo disconosciute. Occorre portare l’attenzione su questo tema e, dunque, anche su L’Aquila: L’Aquila è la capitale delle aree interne. Dopo 10 anni è necessario che lo Stato non se lo dimentichi. Lo spopolamento complessivo, amplificato dal terremoto del 2016, porta le zone interne a diventare musei a cielo aperto e le coste sovrappopolate. Uno squilibrio del quale l’Abruzzo è emblema

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