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Legge L’Aquila capoluogo, il Cdm dice no

Impugnata dal Consiglio dei Ministri la legge regionale L'Aquila Capoluogo: non ci sono le coperture finanziarie. Regione risponde: mero errore materiale

Impugnata dal Consiglio dei Ministri la legge regionale L’Aquila Capoluogo: non ci sono le coperture finanziarie.

“Le coperture su L’Aquila Capoluogo ci sono, si tratta di un mero errore materiale”, la risposta della Regione Abruzzo.

Si consuma in una domenica di fine ottobre l’ennesima querelle politica tra i 5Stelle e l’ormai passato governo regionale a guida D’Alfonso: oggetto del contendere, la legge su L’Aquila capoluogo che sabato è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri per una mancanza di coperture finanziarie.

“Un errore grossolano, peraltro più volte segnalato da noi consiglieri regionali del M5S in sede di approvazione della stessa legge. Non è, peraltro, la prima volta che la maggioranza dei presidenti D’Alfonso-Lolli approva leggi regionali in violazione di norme nazionali, tanto è vero che più volte la Corte dei Conti, nelle sue relazioni annuali, ha rimproverato a Regione Abruzzo “l’incertezza delle coperture e gli artifizi contabili”.

Così Sara Marcozzi, consigliere pentastellato abruzzese. Pronta la risposta da parte della Regione.

“Un mero errore materiale. La copertura finanziaria della legge non è individuata nel bilancio previsionale 2018-2020, ma rinviata alla legge di bilancio 2019-2021″

si legge in una relazione inviata dalla direzione Affari della Presidenza e legislativi del Consiglio regionale dell’Abruzzo, a firma della dirigente Silvana De Paolis e del responsabile Amedeo Pomenti, alla Presidenza del Consiglio dei ministri due giorni prima che il governo deliberasse di impugnare la legge su L’Aquila capoluogo.

785mila per ciascuna annualità del biennio 2019-2020: questo quanto previsto nella legge dall’iter su L’Aquila capoluogo piuttosto lungo e travagliato, promossa dal consigliere Pietrucci, per la quale  “si evidenzia che il legislatore regionale ha inteso gli stessi oneri di natura continuativa e non obbligatoria, trattandosi di contributi finanziari”. Un particolare importante, questo, perchè gli uffici regionali sostengono che per questo tipo di spese le quantificazioni dell’onere annuo possano essere rimandate alla legge di bilancio.

Legge L’Aquila Capoluogo, che succede ora?

Ad occuparsene potrebbe essere il governo regionale ancora in carica, visto che almeno per tutto il 2018 sono consentute sedute per atti urgenti e non indifferibili: consentirebbe un salvataggio in extremis di una legge frutto del lavoro lungo e laborioso – peraltro portato avanti insieme alla legge per la Grande Pescara – che vede vantaggi tangibili per L’Aquila. Prospettiva allettante, in chiave elezioni:in alternativa, sarà il nuovo governo che sarà definito dal voto del 10 febbraio a decidere.

E.F.

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