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Accord Phoenix, i toner della discordia

Imprevisto alla Accord Phoenix: polvere di toner durante lo scarico di materiale che doveva esserne privo. Botta e risposta tra Fiom e azienda.

Dovevano essere stampanti prive di toner, ma un carico “difettoso” innesca la polemica. La Fiom attacca, ma l’azienda precisa: «Seguite tutte le procedure».

Dovevano essere apparecchiature prive di toner, come rischiesto dall’azienda e dichiarato dal fornitore, ma al momento di scaricare il materiale giunto alla Accord Phoenix un “nube” di polveri provenienti dai toner che evidentemente non erano stati rimossi ha invaso i locali adibiti allo scarico. Operazioni bloccate, personale – protetto dai dispositivi di sicurezza – invitato a lasciare il posto, bonifica e pulizia dei locali.

Questa la ricostruzione dell’imprevisto capitato alla Accord Phoenix illustrata oggi pomeriggio in conferenza stampa alla presenza del direttore generale Francesco Baldarelli, insieme al responsabile finanziario Michele Polini, la responsabile Risorse umane, Michela Santoro, il responsabile di Produzione, Giancarlo Risio, il responsabile della sicurezza Alessandro Graziani, il responsabile Ambiente, Ugo Capezzali, William Venditti, capo Produzione. Ad assistere, anche Giampaolo Biondi della Fim Cisl.

Accord Phoenix, Fiom all’attacco.

«Dopo aver preso atto della veloce decisione aziendale di allontanare il personale in attesa che la polvere si depositasse, – scrivono dal sindacato – in sede di incontro la Fiom ha appreso dalla diretta voce del direttore tecnico della Accord Phoenix che non si era trattato di un episodio isolato, ma che circostanze simili, per quanto più contenute, si erano già verificate! Di fronte a tale dichiarazione una Organizzazione Sindacale seria non può esimersi dall’esprimere la massima preoccupazione sia per la salute dei Lavoratori che per gli effetti sull’ambientale che certe lavorazioni possono avere. […] Durante la stessa riunione del 17 settembre è emersa anche la difficoltà finanziaria della società a cui sono state ricondotte dall’azienda stessa, nella persona del direttore tecnico e generale, le problematiche che determinano un ritardo quasi costante nel pagamenti degli stipendi».

«Data questa situazione, nei giorni scorsi la Fiom ha chiesto alla Camera di Commercio di conoscere i bilanci depositati, l’ultimo dei quali risale all’esercizio 2016, mentre al 19 ottobre 2018 non risulta depositato ancora il bilancio esercizio 2017. Già da una prima analisi del bilancio di esercizio 2016, leggendo il conto economico, notiamo alcuni dati che destano preoccupazione, infatti risulta un “Totale costi per il personale” pari a 677.013 euro a fronte di un “Totale valore della produzione” di 6.859 euro. Pur tenendo conto dei fermi produttivi per effetto dell’itervento della Guardia di Finanza e dei tempi per le autorizzazioni AIA, dai dati di bilancio sembrerebbe che non è stato prodotto praticamente nulla oppure che è stata venduta solo una parte esigua del materiale lavorato; in questo secondo caso, dove sarebbe stato stipato il materiale prodotto e non venduto? Va poi anche sottolineato che a tutt’oggi l’impegno occupazione, non solo in termini di numeri ma anche di bacino individuato, è ben lungi dall’essere stato rispettato».

La replica della Accord Phoenix.

«Sfido chiunque – ha sottolineato il direttore Baldarelli – a trovare un’azienda che non sia incappata in questo genere di imprevisti, che possono sempre capitare, l’importante è come si reagisce. Facciamo sempre del nostro meglio e siamo sempre più attenti, abbiamo previsto anche una turnazione interna per evitare che lavori considerati disagevoli capitino alle stesse persone. Siamo a chiusura di un processo aziendale importante che ci porterà a un’ulteriore fase di crescita, ma vogliamo seguirla cum grano salis. Anche per le assunzioni abbiamo sempre seguito schemi di correttezza e non accetteremo altri criteri. Bisogna evitare comunicazioni negative a danno di un’azienda che sta facendo del proprio meglio. Rispetto le dinamiche sindacali, ma su certe cose non si può scherzare».

A spiegare il problema sorto con i toner, il responsabile di Produzione Risio, che ha ripercorso l’imprevisto, ricordando come quel materiale doveva essere privo di toner. Una mancanza del fornitore che però è stata affrontata correttamente, seguendo tutte le procedure di sicurezza.

Sulla questione bilancio, il responsabile finanziario Polini, che conferma il passivo, precisando: «La produzione effettiva è partita solo tra aprile e maggio, è assolutamente normale in un’azienda che ha una storia ben precisa. Ma anche quando l’azienda era chiusa, non abbiamo mai sospeso il pagamento degli stipendi. Stiamo raggiungendo obiettivi importanti, dalla certificazione ISO all’iscrizione al Centro Coordinamento RAE, i nostri lavoratori stanno crescendo con noi e hanno preso possesso dei processi industriali, ma non possiamo dimenticare tutto il lavoro e il tempo necessari alla messa in esercizio prima e all’avvio della produzione poi in una struttura tanto complessa». L’azienda conta comunque di passare in positivo già dal prossimo anno.

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