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Bussi, depositate le motivazioni della sentenza

Bussi, depositate le motivazioni della sentenza. Gerardis "La sentenza può definirsi storica. Sono meno di 50 pagine, eppure disegnano un futuro di riscatto per l’Abruzzo."

Bussi, depositate le motivazioni della sentenza.

Gerardis “10 anni di lavoro non sono stati inutili”.

La Cassazione, che aveva ribaltato la sentenza della Corte d’Appello aquilana, ieri ha depositato le motivazioni della sentenza sul disastro ambientale della Val Pescara.
Quattro degli imputati erano stati assolti per non aver commesso il fatto. Per altri sei la Corte aveva dichiarato prescritto il reato di disastro ambientale, riconosciuto invece in Appello.

 

Una sentenza storica

«La sentenza può definirsi storica, per 4 motivi.» dichiara Cristina Gerardis,  avvocato dello Stato.

«Il primo: ha detto che il reato di avvelenamento protegge dalle aggressioni dell’uomo anche le acque di falda, quelle sotterranee, non visibili agli occhi, ma essenziali per l’approvvigionamento idrico.»

«Il secondo: ha confermato che, in quella zona dell’Abruzzo, società della Montedison, per mezzo secolo, hanno causato un disastro ambientale definito come un “accadimento macroscopico, dirompente e caratterizzato per il fatto di recare con sé una rilevante possibilità di danno alla vita o all’incolumità di un numero non individuabile di persone”. Lo hanno fatto esercitando l’industria, con il solito inaccettabile scambio tra lavoro e salute, tra denaro e ambiente.»

«Il terzo: ha definitivamente affermato che il disastro ambientale e l’avvelenamento delle acque possono essere commessi anche “non facendo”, minimizzando la gravità della situazione, falsando i dati per tranquillizzare la gente, dando indicazioni di “non spaventare chi non sa”.»

«Il quarto: ha accolto nella sede più alta di un processo la mia tesi, che anche negli anni ‘60 e ‘70, in Italia, “l’ordinamento conteneva norme volte a tutelare le acque dall’inquinamento e le stesse matrici ambientali”.»

«Gli imputati possono trincerarsi dietro la prescrizione, ma l’Abruzzo ora può contare su uno strumento efficacissimo per pretendere da chi ha inquinato la bonifica di quell’area, con vantaggi che tutti possono immaginare per la salute e il benessere del territorio e di chi lo vive.» prosegue la Gerardis che conclude:

«A coloro che hanno polemizzato sul risultato di questo processo, con l’unico scopo di screditarmi, consiglio di leggere bene la sentenza. Sono meno di 50 pagine, eppure disegnano un futuro di riscatto per l’Abruzzo.»

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