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I cantieri della ricostruzione modello per l’Italia

I cantieri dell'Aquila oggetto di studio al Convegno Internazionale ReUSO 2018 a Messina l’11-12 e 13 di ottobre. Presentati tre contributi inerenti le tematiche di cantierizzazione degli edifici dal sisma del 2009 dell’Aquila. Il DICEAA ha stipulato una convezione con il CPT dell’Aquila per studi e approfondimenti sui temi di ricerca.

La cantierizzazione dell’Aquila oggetto di studio al Convegno Internazionale ReUSO 2018 a Messina l’11-12 e 13 di ottobre.

Il gruppo di ricerca del Prof. Pierluigi De Berardinis, docente Univaq di Architettura tecnica e responsabile scientifico, ha presentato tre contributi inerenti le tematiche di cantierizzazione degli edifici dal sisma del 2009 dell’Aquila.

Il primo contributo è relativo alla progettazione della cantierizzazione e della sicurezza di un edificio vicino Piazza Duomo, il secondo relativo alla redazione dei Piani di Cantierizzazione nei centri storici colpiti da calamità naturali con caso di Studio nel Comune di Fontecchio, ed il terzo relativo all’utilizzo del BIM per la gestione della sicurezza e gestione del cantiere negli edifici di recupero con caso di studio un Palazzo storico vincolato in centro storico a Via Garibaldi.

Il DICEAA ha stipulato una convezione con il CPT dell’Aquila per studi e approfondimenti sui temi di ricerca.

I testi sono stati curati dal Prof. De Berardinis, dal Prof. Gianni Di Giovanni, dal direttore dell’ESE-CPT Lucio Cococcetta, da due dottori di ricerca Eleonora Laurini e Marianna Rotilio e da un neolaureato Matteo Lucarelli.

Il convegno “ReUSO 2018

Il VI Convegno Internazionale sulla documentazione, conservazione e recupero del patrimonio architettonico e sulla tutela paesaggistica si è svolto a Messina, presso la sede del Dipartimento di Ingegneria, nei giorni 11, 12, 13 ottobre 2018, dopo le edizioni di Granada 2017, Pavia 2016, Valencia 2015, Firenze 2014, Madrid 2013, confermando l’alternanza Spagna/Italia.

ReUso Messina 2018 ha l’onore di potersi fregiare del logo UNESCO, grazie alla mediazione della Università Politecnica di Valencia, vedendo così riconosciuto il ruolo di difesa dei beni culturali e ambientali, nel senso più ampio del termine, che tutte le edizioni hanno perseguito.

La vocazione multidisciplinare del Convegno si consolida e si esalta attraverso i tanti argomenti, consueti o innovativi, tutti di diritto afferenti alla matrice di ReUSO e tutti compartecipanti a raggiungere gli stessi obiettivi generali: rispettare il passato, interpretare il presente, salvaguardare il futuro.

Tali tematiche tradizionali o emergenti, le metodologie di analisi e di intervento, la possibilità di condividere i risultati all’interno di una comunità scientifica internazionale e quella di proiettarli all’esterno, divulgandoli, strutturano nel loro insieme un ordito e una trama da cui nasce il tessuto del nostro sapere, del nostro saper fare, del nostro saper comunicare.

Le tematiche oggetto di studio

I fili verticali di ordito rappresentano i temi oggetto dei contributi – restauro, storia, database, riciclo, destinazioni d’uso, restituzione grafica, BIM, rifiuti, paesaggio, clima, energie rinnovabili, accessibilità, resilienza, adeguamento prestazionale, compatibilità, render, tecniche costruttive, riuso, tipologie edilizie, risparmio energetico, arte, retrofit (energetico, antisismico), territorio, costi, consolidamento, laser scanner, normative,  recupero, sostenibilità, rischio e sicurezza, green, realtà virtuale – e sono in effetti, al contempo, contenuti classici dei convegni ReUSO e parole chiave del terzo millennio, destinati ad offrire molteplici spunti di riflessione e dialogo a tutti gli studiosi che, nel proprio specifico disciplinare e in sinergia con i colleghi del medesimo o di altri settori, intendono contribuire a raggiungere gli obiettivi condivisi.

L’approccio a questi temi può essere declinato sia attraverso gli strumenti analitici del conoscere (rilievo, ricerca, documentazione), sia attraverso gli strumenti attuativi del fare (progetto, costruzione, cantiere) sia attraverso gli strumenti informatici del comunicare (condivisione e divulgazione dei dati) i quali diventano la trama ordinatrice che tali temi contiene.

 

Il logo

Questo intreccio è dunque all’origine della immagine scelta per caratterizzare la VI edizione: un tessuto multiforme e articolato capace di rappresentare la complessità della sfida che tutti insieme dobbiamo cercare di vincere contro l’oblio, la perdita del sapere e i rischi di un domani destinato a rimanere incerto senza il nostro impegno.

ReUSO Messina 2018 è organizzato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, l’Università Politecnica di Madrid, la Escuela Técnica Superior de Arquitectura e il Departamento de Construcciones Arquitectónicas dell’Università di Granada. Le attività si svolgono nella sede del Dipartimento di Ingegneria di Messina.”

 

Gli obiettivi

Ferme restando le “parole” – Restauro e Uso – generatrici del logo che ci accompagna dalla prima edizione, il contesto culturale, tecnico, tecnologico, scientifico, socio-economico e operativo nel quale ci muoviamo oggi impone un approccio multidisciplinare, multimediale, multisettoriale destinato ad accogliere e integrare tra loro competenze, tematiche e ambiti che fino a qualche anno addietro sembravano enormemente distanti se non discordanti.

È in virtù di questo atteggiamento di apertura che diventa possibile rispettare il passato, interpretare il presente, salvaguardare il futuro.

Ma proprio questo atteggiamento richiede – da parte di tutti gli studiosi interessati alla conoscenza, alla salvaguardia, alla conservazione e alla valorizzazione dei beni materiali e immateriali che sono al contempo la nostra storia, la nostra attualità, il nostro domani – una grande disponibilità ad accogliere, a includere, a orientare la curiosità anche verso temi che finora abbiamo escluso dai nostri principali interessi.

Il Convegno è dunque il luogo, la “palestra”, ideale per coniugare tradizione e innovazione (senza rinnegare la prima ma anche senza ritenere che la seconda non ci riguardi), per intrecciare saperi, per ascoltare e farci ascoltare cercando sempre, senza rinunciare al proprio specifico disciplinare, di concretizzare la massima disponibilità verso chi è portatore di contenuti diversi.

 

I contenuti

In questo senso l’immagine voluta da ReUSO Messina 2018 come emblema della VI edizione considera in maniera paritetica tutte le tematiche (i fili verticali di ordito, ai quali molti altri potrebbero aggiungersi) cercando di connetterle in un tessuto unico all’interno del quale potranno essere declinate ed esposte privilegiando, secondo gli studi e le esperienze personali, uno o più degli “strumenti” che sono stati scelti  a formare una trama orizzontale: il rilievo, la ricerca, la documentazione, insieme con le prove su materiali e manufatti sono classicamente strumenti analitici del “conoscere”; il progetto, la costruzione, il cantiere sono gli strumenti attuativi del “fare”; i mezzi, i sistemi, il software per la condivisione e divulgazione dei dati sono gli strumenti informatici che oggi ci fanno “comunicare”.

Prima di passare a descrivere l’organizzazione in sessioni dei temi proposti, si ritiene indispensabile ricordare la genesi dell’espressione Re-Uso, riportando integralmente le considerazioni dei colleghi Susana Mora e Calogero Bellanca, che attraverso alcune precisazioni terminologiche ribadiscono obiettivi e significati originari, affinché, nel pur necessario clima di multidisciplinarietà, resti salda la declinazione primitiva dei Convegni ReUso.

«In Europa , e non solo, uno degli aspetti più emblematici della conservazione del patrimonio architettonico, paesaggistico, archeologico e storico artistico è quello dell’uso compatibile. Questo risulta uno dei nodi emblematici della cultura architettonica contemporanea. In questi ultimi  due, tre decenni si è ulteriormente diffusa la tendenza all’uso, e talvolta all’abuso, non solo riferita ai singoli organismi architettonici ma ad interi contesti urbani e di interi centri storici di diversa dimensione. Ecco che sorge spontaneo fornire qualche chiarimento terminologico, sempre in ottica internazionale. Il restauro … non è il semplice ripristino, il risarcimento di una struttura, la riparazione funzionale o il rifacimento , non è il cosiddetto riuso, con i suoi derivati quali rivitalizzazione, rivalutazione,  reabilitazione,  rianimazione, recycling,  recupero, rigenerazione, conversione o ammodernamento.»

 

Il restauro e il riuso

«Il restauro afferma che ogni intervento costituisce un caso a sé, non inquadrabile in categorie, non regole prefissate, ma da interpretare con originalità, caso per caso, nei suoi criteri e metodi – proseguono Calogero Bellanca e Susana Mora -. Sarà la preesistenza , interrogata con sensibilità e preparazione storico-critica e con competenza tecnica e tecnologica a rispondere e illuminare l’uomo colto. Il perdurare della crisi economica ha prodotto spinte forse eccessive per riusare in modo superficiale e danneggiare, distruggendo in modo irreparabile l’essenza, lo spirito e la realtà del patrimonio esistente.

«Si perché il riuso è molto più semplice da realizzare e meno impegnativo da un punto  di vista dello studio dell’organismo  architettonico. Perché il restauro prevede la conoscenza vera e approfondita, con il rilievo architettonico, con l’analisi storico-critica per giungere alle proposte per il restauro nell’ottica  di conservare  i valori  veri e autentici senza cancellare la storia del monumento nel tempo. Mentre il riuso sembra finalizzato al consumismo dei beni architettonici aprendo la strada ad una trasformazione arbitraria e incontrollata.»

«E ancora per fare una certa giustizia scientifica , il corretto termine Reuso, concepito da restauro e uso compatibile  insieme, con semplicità da un gruppo di validi colleghi nel 2013 sensibili di fronte alle sempre più spregiudicate realizzazioni architettoniche in corso di attuazione, inizia a riflettere e organizza un primo incontro a Madrid in reazione a questo drammatico periodo per il nostro passato e presente.»

 

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