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Autostrade, Governo svuota casse alla Regione

Lolli e Rivera illustrano i documenti delle comunicazioni tra Regione e Ministero su fondi della messa in sicurezza autostrade: "L'errore è del Governo".

Messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25, la Regione al contrattacco: «Errore del Governo, cambiare il decreto».

Nonostante le rassicurazioni del Ministero, annunciate dal presidente vicario Giovanni Lolli, sulla preparazione di un emendamento al Decreto Genova, per evitare l’anticipo di finanziamento con fondi del Masterplan, non si placa la polemica sulla messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25, dopo la nota del M5S che accusava la stessa Regione di aver messo a disposizione quei fondi con un decreto dell’ex presidente D’Alfonso. In attesa dell’incontro con i parlamentari abbruzzesi, però, Lolli non ci sta a lasciar passare il messaggio di una sorta di “connivenza” con quanto accaduto. Da qui la conferenza stampa, al fianco del direttore generale Vincenzo Rivera, nella quale è stato diffuso il “carteggio” tra Regione e Ministero allo scopo di far chiarezza sull’intera vicenda. Pren

“Operazione verità” sui fondi per la messa in sicurezza delle autostrade, Lolli e Rivera al contrattacco.

«Siamo tutti d’accordo – ha sottolineato Lolli – che le autostrade sono di proprietà dello Stato, così come anche il ministro Toninelli, con tanto di troupe de Le Iene, ha preso atto del fatto che la nostra non è sicura. Ancora tutti d’accordo che con la legge che stanziava 250 milioni tramite FSC nazionale c’era bisogno di anticipare gli interventi, in quanto la stessa legge diventa esecutiva nel 2021. Ma chi anticipa?».

L’equivoco tra fondi assegnati e trasferiti.

«La Regione – ha spiegato Lolli – è talmente interessata ad accelerare le procedure che ha dato disponibilità all’anticipo di fondi FSC, come si legge nella delibera citata da Sara Marcozzi, che in quanto candidata alla presidenza dovrebbe imparare a leggerle, per quanto concerne i fondi non ancora trasferiti, non certo quelli già a disposizione della Regione. Se c’è necessità di cassa, perché per un’infrastruttura statale dovrebbero anticipare i fondi gli abruzzesi? Tocca allo Stato. È la prima volta che accade una cosa del genere».

A seguire, il direttore generale Vincenzo Rivera ha consegnato la documentazione attestante le comunicazioni tra ente e Ministero, a partire dalla delibera “incriminata” nella quale si stabilisce «di consentire, temporaneamente per la realizzazione degli interventi di cui al punto 2 (messa in sicurezza, ndr), l’utilizzo da parte del Ministero Infrastrutture e Trasporti dei fondi FSC assegnati e non trasferiti in favore della Regione Abruzzo e che non possono essere oggetto per copertura di SAL entro il 31 12 2018, perché non riferibili a procedure contrattuali esecutive o in esercizio», precisando che le stesse risorse verranno solo rese disponibili fino all’approvazione del nuovo bilancio.

Da Toninelli, però, è arrivata la richiesta di verifica sulla disponibilità «a rimodulare la quota di Fondi FSC spettanti alla Regione Abruzzo per l’anno corrente». A seguire la nota della Regione che precisa la disponibilità sui soli fondi del PO MIT, cioè quelli non ancora trasferiti alla Regione.

Da qui la necessità di rivedere il Decreto: «Su Gespro – ha spiegato il direttore Rivera – c’è già un cronoprogramma per impegni già effettuati per 156 milioni di euro nel 2019, pure se fossimo così stupidi da realizzarne solo il 10%, con questo decreto in pratica ci azzerano le casse della Regione Abruzzo, senza contare l’incidenza sulla gestione dell’anno corrente».

Quindi la conclusione di Lolli: «Si è trattato di un errore del Ministero, basta ammetterlo e sedersi a un tavolo per cercare la soluzione, ma sembra che a chi è toccato dall’infallibilità risulti difficile ammettere anche l’evidenza».

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