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Di Stefano con le civiche: io ci sono

Fabrizio Di Stefano, sostenuto da liste civiche, va avanti con il suo progetto verso le elezioni. " Io ci sono. Vediamo cosa faranno gli altri e poi ne parliamo"

Io ci sono: Fabrizio Di Stefano rimarca, a margine dell’evento aquilano del suo progetto “305 tappe” la sua disponibilità a correre per la presidenza della Regione Abruzzo.

305 tappe per portare avanti un progetto politico di liste civiche che Di Stefano sta costruendo da oltre un anno.

“Questo percorso” sottolinea al microfono di Roberta Galeotti “deve essere comunque illustrato e proposto, portato alla valutazione degli abruzzesi e degli altri partiti”.

Sulla scelta affidata a Fratelli d’Italia del candidato alla presidenza commenta così:

“I partiti sono legittimati a fare le loro scelte. Mi sembra però anomala una scelta fatta tra partiti senza avere candidati già pronti. FdI esprimerà il suo candidato: alcuni saranno sicuramente all’altezza. Se il candidato dovesse essere una persona che ritengo valida, non avrò problemi a sostenerla. Altrimenti, valuteremo insieme alle mie liste civiche.

Il grande rischio è che questo metodo avvantaggi i 5stelle. Se hanno un trend così alto, specie in Abruzzo, è perché le scelte calate dall’alto dei partiti trovano risposte dal territorio che non si aspettano”

E ancora, sulle civiche:

“Noi abbiamo raccolto le esigenze di un territorio, di gente che non si sente ascoltata e rappresentata. Rappresentiamo idee, come quella di oggi sulla cultura: ci confrontiamo e vediamo cosa si può fare di più. La data dell’11 febbraio non comporta solo vincere le elezioni: ma iniziare a ridare speranza a questa regione”

Non ci si improvvisa, fa intendere Di Stefano: nella gestione di una macchina così complicata come la Regione serve esperienza e competenza.

“Siamo indietro sulla sanità, sui fondi strutturali,su quelli europei. Ci vuole qualcuno che l’11 febbraio sappia cosa fare, abbia idee chiare e un programma politico. Noi abbiamo un progetto politico. Io ci sono. Vediamo cosa faranno gli altri e poi ne parliamo”

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