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Prendimi, l’analogico torna di moda

Un progetto nuovo, un'idea di due giovani aquilani per stimolare la passione dei loro coetanei per il ritorno alla fotografia analogica.

Analography, è questo il nome del nuovo progetto di due giovanissimi aquilani che con una caccia al tesoro hanno riempito di foto il centro storico aquilano.

 

Sono due ragazzi giovanissimi, entrambi classe ’96, ad aver dato vita ieri pomeriggio ad una caccia al tesoro per le vie del centro storico aquilano, obiettivo: “prendimi“.

Leonardo e Federico, questi i nomi dei due giovani nostalgici dei rullini e delle macchinette fotografiche vintage, hanno disseminato per le vie del centro una decina di fotografie scattate con le proprie analogiche. Le foto, tutte rigorosamente scattate in provincia, sono state trovate e “vinte” da ragazzi e ragazze che, seguendo il profilo instagram di _analography_, hanno scoperto l’improvvisa caccia al tesoro.

La domanda sorge spontanea: perché una caccia al tesoro con foto retrò?

Quando ci siamo ritrovati per le mani le stampe – racconta Leonardo – ci siamo emozionati molto e ci è venuta un’idea un po’ folle: perché non appenderle in giro per il centro storico cosicché qualcuno interessato possa prenderla e tenersela? Così abbiamo scelto per questo primo round di caccia al tesoro alcuni luoghi canonici del centro, sperando che qualcuno le veda e se le tenga. In realtà è improprio parlare di caccia al tesoro perché non vogliamo che una sola persona se le prenda tutte, il nostro è più un progetto “artistico” amatoriale che mira a stupire chi non si aspetta di trovare per caso un oggetto del XIX secolo a cui, soprattutto i giovanissimi, sono ormai disabituati. Non a caso il nome proprio del progetto e un po’ il nostro motto è #torniamoanalogici.

La vostra iniziativa è stata lanciata su instagram, una piattaforma social figlia della modernità e dello sviluppo tecnologico. Perché allora lo avete chiamato “analogico”?

Perché è affascinante poter unire gli strumenti della modernità con la bellezza delle tecniche passate. Oggi tutti possono scattare in digitale e fare bellissime foto anche semplicemente con lo smartphone, così noi abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso, o meglio, di tornare a come si faceva quando eravamo piccoli. Due cose ci affascinano moltissimo della fotografia analogica: la prima è l’”effetto analogico”, la patina retrò che hanno le foto, qualcosa di diverso dai semplici filtri che pur si possono applicare sulle foto in digitale; la seconda è il fatto che il prodotto finale è tangibile, la stampa delle foto è qualcosa che puoi toccare, appendere, regalare. Quanti invece si ripromettono di stampare foto digitali senza poi effettivamente farlo? Inoltre, dover ponderare ogni singolo scatto ti fa davvero impegnare e ti dà un’emozione diversa, antica.

Le premesse sono buone: questa idea di passato può avere un futuro. Come ve lo immaginate?

Idealmente ci piacerebbe creare una specie di “movimento cittadino” – spiega Federico –  sperando che altri ragazzi come noi si mettano in moto avendo _analography_ come punto di riferimento, e finiscano per appendere in autonomia fotografie analogiche per la città, magari riprendendo in mano le vecchie macchine fotografiche dei genitori, riscoprendo in gusto di pensare ogni scatto e di aspettare giorni prima di vedere le foto realizzate. Su un piano più realista, sarebbe un’enorme soddisfazione se anche solo una persona stimolata da noi tornasse a scattare come si faceva fino a non molti anni fa.

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