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Tentata violenza nel parco, preso l’aggressore

Donna aggredita nel parco vicino alla Fontana Luminosa per un tentativo di violenza sessuale. I carabinieri individuano l'aggressore.

Notte da incubo per una 30enne picchiata per un tentativo di violenza sessuale. Individuato l’aggressore.

Nella notte da sabato e domenica, una donna di 30 anni è stata avvicinata nel parco nei pressi della Fontana Luminosa – tra viale Ovidio e viale Gran Sasso – da un uomo che ha tentato di abusare di lei. La donna ha reagito, ma è stata picchiata dall’aggressore prima che lo stesso si desse alla fuga.

La 30enne però aveva già visto l’uomo e all’arrivo dei carabinieri è stata in grado di collaborare alle indagini che hanno portato all’individuazione dell’aggressore della tentata violenza sessuale.

La ricostruzione dei Carabinieri.

«I Carabinieri della Compagnia di L’Aquila hanno tratto in arresto, per violenza sessuale aggravata  ai danni di una  30enne del luogo, un cittadino extracomunitario originario dell’Eritrea, A. K., classe ’91, da tempo dimorante nel capoluogo aquilano ma di fatto senza fissa dimora. La ragazza aveva trascorso la serata in compagnia di alcune amiche nel centro storico cittadino, festeggiando il compleanno di una di loro. Durante la serata la vittima aveva avuto modo di notare una delle amiche colloquiare con un ragazzo straniero che indossava una giacca a vento di colore rosso. Poche le battute scambiate con il giovane durante la serata, che non aveva mai visto prima di allora.

Erano ormai le 05.00 del mattino quando, al termine della serata,  la giovane, rimasta sola dopo aver salutato le amiche, decideva di fare rientro a casa a piedi, incamminandosi in direzione della Fontana Luminosa per poi percorrere il tratto di strada adiacente l’area verde, e raggiungere  viale Ovidio. Ormai giunta nei pressi della piscina comunale si accorgeva di essere seguita da un giovane, da subito riconosciuto nel ragazzo visto durante la serata, il quale, accelerando il passo, la raggiungeva. Dopo un primo approccio verbale, presa coscienza della resistenza  della vittima, la bloccava con violenza, tentando da subito di spogliarla e di avere con lei un rapporto sessuale. Ne nasceva una vera e propria colluttazione tra i due, che procurava la caduta a terra di entrambi. La donna riusciva  a divincolarsi, tra le urla e le grida di aiuto, ed a guadagnare la fuga, raggiungendo l’abitazione di un’amica sita nei pressi.

A questo punto  scattava la richiesta d’intervento alla locale Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri, tramite il numero di Pronto Intervento 112.  Una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile raggiunta subito la ragazza provvedeva a prestare i primi soccorsi ed a far intervenire un’ambulanza del 118, che la trasportava presso  il pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore. La vittima, così come la sua amica, conoscevano il ragazzo solo superficialmente, con il solo nome. Ciononostante, sulla base delle indicazioni fornite, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di L’Aquila, unitamente a quelli della locale Stazione, che giungevano immediatamente a dare manforte,   davano  luogo  ad  un’articolata quanto  approfondita attività d’indagine, grazie alla quale, a distanza di brevissimo tempo, i militari giungevano alla compiuta identificazione dell’autore del reato e al suo rintraccio.

Le investigazioni hanno tenuto conto di un particolare riferito dall’amica della vittima, la quale  aveva notato il giovane frequentare un’associazione di volontariato per l’assistenza ai disabili di questo capoluogo. A seguito di ciò veniva avviata un’alacre attività informativa che permetteva di giungere ad identificare compiutamente l’aggressore.

Le immediate ricerche presso alcuni domicili aquilani forniti in precedenza dal giovane  permettevano,  a distanza di qualche ora  dall’evento, di rintracciare il giovane  nella periferia cittadina. Nella sua disponibilità veniva rinvenuta la giacca a vento di colore rosso indossata durante la serata, che anche per la presenza di loghi e scritte particolari, veniva riconosciuta sia dalla vittima che dalla sua amica. I successivi accertamenti eseguiti dai militari hanno poi cristallizzato gli elementi di reità a carico del cittadino eritreo, riconosciuto con certezza mediante individuazione fotografica tanto dalla vittima quanto dall’amica. La donna, a seguito del tentativo di violenza, riportava ecchimosi sul volto, escoriazioni alle gambe e graffi sulle braccia e sui fianchi, e dimessa con una prognosi di 25 giorni. Escoriazioni venivano rilevate anche sul corpo dell’aggressore. Il giovane, sulla scorta degli evidenti elementi di colpevolezza raccolti a suo carico, veniva dichiarato  in stato di arresto per violenza sessuale aggravata e tradotto presso la Casa Circondariale di L’Aquila».

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