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ElettroAQustica, una settimana dedicata alla musica elettronica

Si parlerà e si ascolterà musica elettronica questa settimana al Conservatorio dell’Aquila: concerti ed eventi fino a sabato

Si parlerà e si ascolterà musica elettronica questa settimana al Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila.

Due le iniziative che porteranno in città le eccellenze di tutto in Paese: la IV edizione “elettroAQustica” e il XIII Premio Nazionale delle Arti sezione musica elettronica, promosso dal MIUR, a cui hanno partecipato i venti conservatori d’ Italia.

In occasione del cinquantenario dell’istituto musicale aquilano, dal 2 al 6 ottobre concerti, incontri, workshop e sessioni d’ascolto animeranno per tutta la giornata gli spazi di via Francesco Salini all’Aquila per una imperdibile occasione di alta formazione per gli studenti del Conservatorio stesso e per un’altrettanto imperdibile occasione per i cittadini di ascoltare alcuni tra i più grandi nomi di musicisti e compositori di musica elettronica.

elettroaqustica

“La Scuola di Musica Elettronica del nostro Conservatorio – spiega il Direttore Giandomenico Piermarini – vanta un’ antica tradizione, essendo stata fondata nel 1970 da Franco Evangelisti, uno dei pionieri della musica elettronica a livello internazionale. Da allora, la configurazione dei corsi è mutata più volte, prima con la docenza di Michelangelo Lupone, poi con gli attuali membri del dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie. Viene offerto un percorso di Alta Formazione Accademica Musicale composto da un Triennio (equiparato alla corrispondente laurea) e di un Biennio superiore (equiparato alla corrispondente laurea). Oltre a fornire le basi conoscitive di una solida formazione artistica e scientifica, i corsi implicano attività di ricerca musicale, di produzione, di diffusione e didattica con le tecnologie elettroacustiche e digitali contemporanee, attraverso la realizzazione di eventi musicali che richiedono competenze specializzate, ma anche eterogenee e interdisciplinari”.

La rassegna elettroAQustica è parte integrante di tale percorso formativo.

Costituisce un momento di confronto col pubblico, a conclusione delle attività didatti- che e di produzione creativa, puntando a quella stretta sinergia di musica, scienza e tecnologia che è peculiare della musica elettroacustica. L’obiettivo è quello di presentare, grazie anche a ospiti di rilievo nello scenario italiano e internazionale, opere contemporanee di vario tipo, anche nella loro eventuale forma spettacolare, contribuendo alla diffusione di tendenze, strumenti ed elementi di conoscenza che rinnovano il senso del concerto e le modalità di ascolto.

“Il Conservatorio di L’Aquila ha ricevuto quest’anno – conclude Piermarini – l’incarico di organizzare la Sezione Musica Elettronica del XIII Premio Nazionale delle Arti. Fra le ragioni del nostro entusiastico accoglimento di questa proposta vi è stato senza dubbio il fatto che il nostro Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie già da diversi anni organizza elettroAQustica. Quest’ultima e la sezione di Musica e Nuove Tecnologie del Premio delle Arti, difatti, ci sono sembrate sin da subito l’una il naturale complemento dell’altra. L’occasione è addirittura più significativa proprio in quest’anno in cui il Conservatorio celebra i cinquant’anni dalla sua istituzione. Cinquant’anni nei quali nel nostro Conservatorio si è caratterizzato fra l’altro per una particolare attenzione ed impegno nella didattica e nella sperimentazione creativa della musica elettroacustica e informatica, vantando in organico docenti sempre attivi in questo campo sia come compositori che come ricercatori”.

A suggello della particolarità di questo anno e dell’evento in sé, i docenti di musica elettronica Agostino Di Scipio e Maria Cristina De Amicis hanno sapientemente invitato a far parte della giuria alcune figure di livello internazionale: il presidente sarà Barry Truax (pioniere della computer music e dell’ecologia acustica), coadiuvato da Alvise Vidolin (interprete elettronico per grandi nomi della composizione contemporanea nonché testimone degli sviluppi storici dell’informatica musicale in Italia) e dal giovane David Pirrò (una delle più emblematiche figure odierne di formazione “mista”, tecnico-scientifica e musicale).

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