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Utenze CASE e MAP, buco da 11 milioni

Il Comune non manda le bollette delle utenze CASE e MAP, ma i creditori battono cassa: mancano 11 milioni nel bilancio 2018.

Debiti sulle bollette del Progetto CASE e MAP, serve una variazione di bilancio da 11 milioni di euro per l’esercizio in corso 2018. Altri 13 milioni serviranno sul Bilancio di previsione 2019-2021.

L’ultima bolletta inviata dal Comune dell’Aquila per le utenze del Progetto CASE e MAP risale al 2017, intanto i fornitori battono cassa, sia per quanto riguarda la fornitura, che per quanto riguarda la manutenzione. Risultato: 11 milioni di euro richiesti dall’Ufficio manutenzione fabbricati per far fronte all’esercizio in corso, quindi da prevedere con variazione di bilancio.

I dati relativi al “buco” di bilancio sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa da tutta l’opposizione. Presenti, infatti, tutti i consiglieri comunali di minoranza, da Stefano Palumbo e Stefano Albano (Pd), a Americo Di Benedetto, Paolo Romano, Elia Serpetti, Antonio Nardantonio ed Emanuela Iorio de Il Passo Possibile, Giustino Masciocco di Art. 1 – Mdp, Carla Cimoroni di Coalizione sociale, Elisabetta Vicini di Democratici e socialisti, Lelio De Santis (IdV) e Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza e Lavoro). Un segnale politico importante, quello della presenza di tutti i consiglieri di opposizione, che Lelio De Santis ha salutato con favore, come segnale importante di unità.

Nel merito delle contestazioni, sono stati diffusi i documenti inviati dal dirigente dell’Ufficio manutenzione fabbricati del Settore Opere pubbliche, Ambiente e Sport che – come sottolineato dal consigliere Masciocco – «per la prima volta mettono nero su bianco quello che sapevano già, ma adesso è ufficiale: la situazione relativa ai debiti del Comune coi i fornitori per la gestione del Progetto CASE». «Inoltre – ha aggiunto Lelio De Santis – ci sono anche morosità non ancora individuate».

opposizione l'aquila

Nello specifico, per quanto riguarda l’esercizio in corso, servono 11 milioni e 35.053,89 euro, dei quali oltre 7 milioni per Enel energia elettrica e gas metano, 20mila euro per Hera Comm, 6mila euro per Servizio elettrico nazionale e quasi 4 milioni per Antas, tra manutenzione ordinaria e quota energia. Questi debiti riguardano l’esercizio finanziario in corso, per cui serverebbe una variazione di bilancio. Da qui la denuncia del «lassismo dell’amministrazione comunale» da parte di Americo Di Benedetto e le preoccupazioni di Carla Cimoroni sull’impatto che questa situazione potrà avere sui cittadini.

Ma se per l’esercizio 2018 occorre una variazione di bilancio da 11 milioni, per il Bilancio di previsione 2019-2021 servirà programmare altre uscite per 13 milioni 158.022,00 euro. Qui la situazione si complica, in quanto lo stesso dirigente «mette nero su bianco» che le somme previste per la manutenzione ordinaria «sono finanziate dai proventi derivanti dai canoni e dalla bollettazione. Queste ultime non risultano incassate, pertanto oggi non è possibile dare totale copertura alle spese».

Insomma, una situazione complessa per gli uffici comunali che aspettano dall’amministrazione un indirizzo per gestire la delicata questione che, come denunciato oggi dall’opposizione, rischia di pesare in maniera significativa su questo e sui prossimi bilanci.

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