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Luci e ombre del raduno degli Alpini foto

Bilancio positivo per le tre giornate dedicate al raduno regionale degli Alpini. Qualche sbavatura, però, non è mancata. L'analisi nell'editoriale di Fulgo Graziosi.

Luci e ombre del raduno regionale degli Alpini.

Il bilancio delle tre giornate dedicate al raduno regionale degli Alpini presenta, indubbiamente, una sintesi positiva nella generalità delle attività svolte.

L’argomento polarizzante è stato doverosamente riservato al “Battaglione Alpini L’Aquila”, a cui si sono aggiunte le celebrazioni per la chiusura del centenario della Grande Guerra ‘15/’18.

Il tutto compendiato organicamente nella conferenza stampa di presentazione dell’evento, alla quale hanno preso parte gli Amministratori locali e le massime Autorità civili e militari del territorio.

Un primo aspetto positivo ha colto di sorpresa i presenti, illuminandone gli sguardi, allorquando Pietro D’Alfonso, Presidente ANA Abruzzi, ha raccolto e comunicato pubblicamente la proposta contenuta nell’editoriale del Direttore della rivista L’Alpino d’Abruzzo.

Si tratta della candidatura dell’Aquila a sede della 99esima Adunata Nazionale degli Alpini.

D’Alfonso, rivolgendosi ai rappresentati degli Enti Istituzionali locali e regionali, ha assicurato tutto l’impegno personale e dell’ANA per sostenere la candidatura nelle sedi nazionali.

Ha voluto far presente alle stesse Autorità che l’eventuale “Adunata”dovrebbe avere una connotazione completamente diversa da quella del 2015. Non si può parlare ancora di terremoto.

Bisogna presentarsi sotto le vesti della ricostruzione, dell’innovazione, del ripristino del tessuto urbano e sociale della città Capoluogo di Regione.

Questo, in sintesi, è l’impegno che gli Alpini d’Italia assunsero e scrissero a grandi lettere sugli innumerevoli striscioni: “Torneremo per verificare la ricostruzione e la rinascita dell’Aquila”.

Ha contribuito a caratterizzare la terza edizione del raduno il concorso riservato agli alunni delle quinte classi delle scuole secondarie, avente come tema: “Il ruolo e l’importanza de i ragazzi del ’99 nella Prima Guerra Mondiale”.

Decisamente interessanti e toccanti i riferimenti che i ragazzi hanno saputo mettere in parallelo tra la loro generazione del 1999 e quella dei loro coetanei del 1899.

Il concorso, inoltre, è stato dedicato alla memoria del Consigliere Nazionale ANA “Salvatore Robustini”, molisano, che ha
ricoperto anche delicati incarichi all’interno della redazione della rivista nazionale dell’Alpino.

La vincitrice, Ilaria Gasbarri del 5° Liceo Linguistico “D. Cotugno”, è stata premiata dalla vedova del Prof. Robustini, che
ha voluto presenziare all’evento. La rassegna dei cori della tradizione alpina e popolari, con l’intervento del Coro del CAI diretto da Giulio Gianfelice, della Corale Gran Sasso diretta da Carlo Mantini e del Coro della Portella diretto da Vincenzo Vivio, ha richiamato moltissimi ascoltatori.

Gli appassionati di storia si sono ritrovati presso l’Auditorium del Parco per assistere alle dotte commemorazioni degli eroi aquilani della Prima Guerra Mondiale: Francesco Rossi, Andrea Bafile e Emilio Pensuti Speranza.

La giornata più importante, domenica 16 settembre, ha veramente illuminato le penne nere dei cinquemila Alpini, che hanno riempito le strade del cento con i bagliori e i riflessi dello loro penne, a cui si sono unite quest’anno anche le piume dei
Bersaglieri.

La sfilata per le vie cittadine ha assunto in questa edizione un particolare colore e sapore.

Hanno sfilato con gli Alpini tutti i rappresentanti delle varie armi che compongono e componevano l’Esercito Italiano, dalla Marina all’Aeronautica, dai Carabinieri ai Finanzieri, dai Granatieri di Sardegna al Bersaglieri, e dalle Associazioni dei vari Corpi, ad iniziare dall’Assoarma al Nastro Azzurro, dalla Cavalleria all’Artiglieria d’Italia, dai Genieri e Trasmettitori agli Autieri d’Italia, dagli Ufficiali Prov.ti da Servizio Attivo al Corpo Militare della CRI, dal Corpo Forestale alla Polizia di Stato.

Il piazzale di Collemaggio era gremito di gente, come pure era affollatissimo il palco, pieno zeppo di autorità. Tutto si è svolto all’insegna dell’ordine, della partecipazione sentita e dell’orgoglio di tutti i partecipanti che, ancora una volta, hanno voluto dire: “noi ci siamo e ci saremo sempre”.

Qualche sbavatura, però, non è mancata. I bagni pubblici, ubicati nei pressi dello stadio, tra l’altro realizzati proprio dagli Alpini, erano regolarmente chiusi. Una svista di questo genere non trova alcuna giustificazione.

La pubblica Amministrazione avrebbe dovuto riservare particolare attenzione alla dislocazione e, soprattutto, alla funzionalità dei servizi igieni, alla luce delle migliaia di persone accorse in città, oltretutto, in avanzata età anagrafica. L’altra discrepanza, non gravissima ma formalmente rilevante, si è verificata sul piazzale di Collemaggio.

Forse, ha giocato molto il contenuto degli interventi dei militari in armi che hanno scosso l’emozione di tutti i presenti. Infatti, dopo le calorose parole del Generale Comandante di Brigata, tutte le autorità sono scese dal palco e, insieme al pubblico e agli
Alpini, si sono avviate verso l’interno della Basilica di Collemaggio, proprio mentre si accingevano a prendere la parola il Sindaco e il Presidente dell’ANA Abruzzi.

Non sarebbe affatto sbagliato se si desse pratica attuazione, nelle future manifestazioni, al completo rispetto dei protocolli che regolano lo svolgimento degli eventi, al fine di evitare di commettere imperdonabili errori, capaci di far sorgere ombre
sulla perfetta organizzazione delle manifestazioni stesse.

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