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Finti braccianti gestivano piazze di spaccio

Sette marocchini arrestati e un macedone sottoposto all'obbligo di dimora: risultavano braccianti, ma gestivano piazze di spaccio di cocaina.

Sette custodie cautelari e un obbligo di dimora eseguiti dalla Squadra Mobile a carico di 7 cittadini marocchini e un macedone accusati di spaccio.

Formalmente erano braccianti agricoli, ma la loro attività principale era lo spaccio di cocaina. All’alba di questa mattina, gli operatori della Squadra Mobile diretta dal vice questore aggiunto Tommaso Niglio hanno tratto in arresto e posto ai domiciliari 6 cittadini marocchini e un macedone, notificando un obbligo di dimora a un altro cittadino marocchino. Tutti sono accusati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Per loro sono scattate le procedure per la revoca del permesso di soggiorno ed esplulsione.

Come ricostruito dalle indagini della Squadra Mobile, il gruppo gestiva diverse piazze di spaccio, tra Avezzano e L’Aquila, ma soprattutto nel capoluogo. Su 77 episodi di spaccio attenzionati, infatti, 8 sono avvenuti ad Avezzano, 1 a Celano e il resto proprio a L’Aquila. I luoghi prediletti, quelli dei parcheggi del Centro commerciale Il Globo e la piazza del centro storico di Preturo.

L’organizzazione gestiva classiche piazze di spaccio, organizzate con vedette, chiamate in gergo e vendita al dettaglio, durante la quale si premuravano di portare solo il quantitativo da vendere in singola transazione, per evitare contestazioni di spaccio e appellarsi “all’uso personale”. Grazie anche alle intercettazioni, però, gli investigatori sono riusciti a ricucire il puzzle dell’attività di spaccio. Intercettazioni dalle queli è emerso l’utilizzo di parole in codice; per indicare la cocaina, infatti, parlavano di birre o carne.

Secondo un’ipotesi di indagine da approfondire, la droga arrivava dagli spacciatori da Roma e veniva venduta al dettaglio a studenti, professionisti, commercianti e insospettabili della città a 50 euro al grammo.

Con l’occasione della conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche il sostituto commissario Buccella, il dirigente della Mobile, Tommaso Niglio, ha annunciato che lascerà L’Aquila per 9 mesi per un corso di Alta formazione.

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