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Marcello Mariani in mostra al Complesso del Vittoriano

Presentata a Roma una mostra personale, promossa dalla Regione Abruzzo, che sarà inaugurata l'1 ottobre nei locali del Complesso del Vittoriano.

Continua ad emozionare con le sue opere Marcello Mariani, artista astratto di caratura internazionale, aquilano, morto poco più di un anno fa.

È stata presentata a Roma – nei locali dell’Accademia di Belle Arti in via di Ripetta, presieduta da Mario Alì e diretta da Tiziana D’Acchille – una mostra personale, promossa dalla Regione Abruzzo, che sarà inaugurata l’1 ottobre nei locali del Complesso del Vittoriano.

Insieme ad una quindicina di opere, tutte realizzate nel 2009, verranno esposti tre grandi quadri degli anni successivi che testimonieranno le stratificazioni di memorie, di segni, di voci, di storie dimenticate che animano i palinsesti dipinti da Mariani.

E, quasi a colmare la perdita di ciò che è andato distrutto nel terremoto, saranno presentati alcuni straordinari scatti di Gianni Berengo Gardin, insigne maestro della fotografia italiana oltre che amico dell’artista, col suo reportage realizzato prima del sisma e dedicato a Mariani, al suo studio e ai suoi prediletti luoghi aquilani.

La mostra di Mariani si lega anche al profondo rispetto che l’artista nutriva per l’Accademia, soprattutto per il messaggio creativo ed etico trasmesso ai più giovani, per quel senso di memoria in divenire espresso anche dalle sue opere post-terremoto.

E questo legame ideale troverà compimento anche nella donazione, da parte degli eredi, di un’opera dell’artista all’Accademia e nell’organizzazione di un laboratorio sulla pittura di Mariani aperto agli studenti e tenuto da due docenti dell’Accademia: Maria Teresa Padula e Vincenzo Scolamiero.

Sono già esposte alcune opere di Mariani nell’Accademia: “Forme dal terremoto” sarà visitabile fino al 29 settembre.

Dopo aver perso studio e abitazione, si vedeva camminare Mariani in silenzio nella periferia dell’Aquila deturpata, lungo strade deserte di quartieri evacuati. E all’improvviso capitava di vederlo chinarsi per raccogliere polvere e frammenti di cemento, pezzi di intonaco frantumato, cornici salvate dal disastro. Li usava per creare nuove e bellissime opere astratte in cui c’è, anche fisicamente, tutta quell’apocalisse. Ma soprattutto in quei quadri, tutti del 2009, ed ora esposti all’Accademia di Belle Arti di Roma, si respira un senso di rinascita e di speranza, espresse anche dai colori leggeri, ariosi, mediterranei.

Marcello Mariani: forme dal terremoto

Due esposizioni che aprono idealmente la strada alla ricorrenza del decennale del terremoto, che coinciderà con la primavera dell’anno prossimo.

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