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Sfregi alla ricostruzione, vandali in azione foto

Vandali in centro storico: scritte sui muri di palazzi appena restaurati e sulla facciata della chiesa di San Flaviano.

Scritte su palazzi appena restaurati, bestemmie sulla facciata della chiesa. Vandali colpiscono L’Aquila e la ricostruzione.

Non è la prima volta e purtroppo non sarà neanche l’ultima: la stupidità umana colpisce L’Aquila, come qualunque altra città, anche se all’Aquila fa più male. Vedere tra i cantieri del centro storico palazzi antichi appena restaurati e già “firmati” dai soliti idioti fa male a chi ci ha lavorato, al proprietario, e anche semplicemente a chi ci passa vicino. Insomma, fa male alla città intera che non aspetta altro di veder rivivere il centro storico, libero dai segni del terremoto. Ma mentre – con estrema lentezza – cominciano a venir meno i segni del terremoto, aumentano quelli dei vandali.

L’ultima segnalazione arriva da Cesare Ianni di Jemo ‘nnanzi, che ha pubblicato le foto che appaiono nell’articolo, che oltre a documentare l’ennesima idiozia di una scritta su un palazzo appena ristrutturato, rilevano l’accanimento – corredato di bestemmia – anche sulla facciata della chiesa di San Flaviano.

scritte

«Tutti noi  – scrive Ianni sul suo post – dobbiamo chiedere che gli autori di questi atti incivili vengano immediatamente individuati ed adeguatamente sanzionati. Non possono considerarsi solo atti vandalici, ma veri e propri sfregi nei confronti dell’intera Comunità. Dietro questi stipiti, queste pietre, questi intonaci ristrutturati ci sono tutte le nostre sofferenze, le nostre speranze, la nostra resilienza, il nostro senso di appartenenza. Questi palazzi sono stati ristrutturati con lo sforzo economico dell’intera Nazione, soldi pubblici qui utilizzati in un momento difficilissimo per tutti. La nostra indignazione dev’essere unanime e condivisa, raccolta e fatta conoscere da tutti i media, arrivare con forza a tutte le Autorità competenti ad intervenire perché se non bloccheremo sul nascere e per sempre questi atti odiosi la deriva del degrado sarà inarrestabile e potrà minare alla base le nostre stesse speranze di rinascita».

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