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Assemblea regionale Pd, la resa dei conti

Scatterà a breve l'ora X per la resa dei conti all'interno del Pd: assemblea regionale a ridosso della Festa nazionale, forse addirittura prima, il 7 settembre. Ma la dirigenza battibecca anche su quello.

A settembre la tanto attesa assemblea regionale del Pd, ma è “giallo” sulla data. Forse il 7, ma D’Alessandro si stupisce: «Dovrei convocarla io, ma non ne so niente».

Caos nel Pd, a breve l’assemblea regionale, ma si litiga anche sulla data. Post di Michele Fina su Facebook: “Finalmente si apprende che il 7 si terrà l’assemblea regionale del Pd“, risponde Camillo D’Alessandro: “Non so nulla, ma la dovrei convocare io”.

Non inizia con i migliori auspici il percorso che a breve porterà alla convocazione dell’assemblea regionale del Partito Democratico, visto che la dirigenza battibecca su Facebook anche sulla indicazione della data che Michele Fina, recentemente nominato responsabile nazionale Università e Ricerca del partito, ha desunto essere quella del 7 settembre. “Stupita” la reazione di Camillo D’Alessandro: “La dovrei convocare io. Probabilmente altri hanno preso impegni con altri sulla data. C’è la festa nazionale, subito dopo. Il fatto che altri decidano non so dove e chi dovrebbe convocarla non sa nulla non è esattamente il massimo. Comunque convocherò non appena mi verrà comunicato, anche il 7, ma ad oggi fa ridere dare date perché non so chi ha parlato con non so chi”. Anche l’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente partecipa alla discussione: “Mi colpisce – dice a D’Alessandro – il tuo commento che disvela il caos nel quale siamo al regionale come all’Aquila. Come presidente dell’assemblea l’avresti forse dovuta convocare tu già da tempo ed autonomamente per ascoltarne i membri. Indipendentemente dalle indicazioni della segreteria credo che tu il 7 ci debba convocare, ed è già tardi”. Alla fine, pare che il 7 sia la data che andrebbe bene anche a D’Alessandro, ma manca ancora l’atto ufficiale di convocazione.

Assemblea Pd, i contenuti politici.

Al di là delle “incomprensioni” all’interno della dirigenza, sul tavolo politico il nodo da sciogliere sarà quello della guida regionale del partito, sia in vista delle prossime elezioni, che per l’organizzazione dell’opposizione al governo. “Due sono le possibilità, – dice Michele Fina ai microfoni del Capoluogo.it – o Marco Rapino chiede di nuovo fiducia all’assemblea e se il partito gliela darà si andrà in continuità o si deciderà per un avvicendamento, come a livello nazionale, per dare anche in Abruzzo il segno di un cambio di passo. La mia posizione è chiara, ma quello che deciderà la maggioranza per me andrà bene. Non va bene, invece, se continuamo a tergiversare e a non convocarci. Abbiamo bisogno di decidere insieme se continuare su questa strada oppure dare un segno di discontinuità, nel momento in cui decidiamo, marciamo uniti, però bisogna anche capire chi appoggia una scelta e chi l’altra».

Da parte sua, l’attuale segretario Rapino ha già dato disponibilità a fare un passo indietro, ma i giochi sono ancora tutti aperti, anche se la “linea della discontinuità”, promossa a partire dal livello nazionale con il nuovo segretario Martina, sarebbe difficilmente perseguibile con la conferma dell’attuale dirigenza. Ad ogni modo, come sottolineava Fina, “deciderà l’assemblea“. La data, a ridosso della conclusione della Festa nazionale del partito, prima – il 7 – o dopo, ormai poco conta. Anche per il livello regionale del Partito democratico è arrivata l’ora della resa dei conti.

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