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‘Storie di suoni’ incanta Palazzo Ciolina foto

Il cortile di Palazzo Ciolina gremito di pubblico per un evento affascinante e insolito:"Storie di suoni". Voce e batteria uniti in un connubio magico e foriero di riconciliazione, inserito nel programma della 724^Perdonanza Celestiniana.

Insolito e affascinante duetto a Palazzo Ciolina (corso Vittorio Emanuele 102) ieri alle 22.

L’autrice e attrice Barbara Bologna, in coppia con il batterista Fabio Colella, ha presentato una serata di testi recitati più batteria e canto.

“Storie di Suoni” è stato interamente incentrato sul perdono e sulla riconciliazione.

L’evento nasce dal desiderio di portare una collaborazione artistica nuova agli aquilani.

Un progetto alternativo: l’idea di abbinare voce recitata e batteria infatti non è usuale.

«La batteria è uno strumento ritmico e ha sempre bisogno di una parte melodica ma, per sua stessa natura ritmica, ricorda molti dei battiti del vivere interiore – dice Barbara Bologna -: il cuore del bambino dentro la mamma, il nostro battito che muta a seconda delle situazioni.»

Storie di suoni Barbara Bologna Fabio Colella

«I nostri testi ripercorrono diverse tematiche e non sono etichettabili o riconducibili a una religione specifica, un genere, una classe, una società, etc. Ho scelto il testo di Malala Yousafzai nel suo discorso fatto all’ONU, in cui ella va oltre ogni ipotesi di perdono, non parla neanche di “perdono” ma di “progetto”, soprattutto per coloro che abbracciano l’ideologia terroristica: un discorso toccante che merita di essere ricordato».

«Seguono un testo di Papa Francesco con cui veniamo spronati a cercare la pace nella famiglia, quotidianamente, e una storia straziante che racconta la barbara uccisione di un carabiniere per mano di un giovane: il testo racconta l’incontro tra la vedova del primo e la madre del secondo, un incontro foriero di un cammino di riconciliazione. Un esempio di come sia possibile, anche nel dolore più profondo, uscire da sé per guardare il dolore degli altri.» prosegue Bologna.

L’ultimo brano di ieri è stato tratto da un racconto del tribunale per la riconciliazione che fu istituito dopo la fine dell’apartheid in Sudafrica: questo tribunale non aveva lo scopo di fare giustizia ma di far superare le fratture tra popolazione bianca e nera attraverso il perdono.

A conclusione dell’evento un breve canto di “Amazing grace”.

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