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Cotugno, protesta durante la Perdonanza

Caso Cotugno, in preparazione una "manifestazione silenziosa" durante il corteo della Perdonanza.

Oggi pomeriggio incontro al Musp del Liceo musicale, si valuteranno iniziative durante il corteo della Perdonanza.

Nel primo pomeriggio di oggi, alunni, genitori e docenti si incontreranno davanti al Musp del Liceo musicale per valutare l’idea di manifestare la difficoltà del Cotugno durante il corteo della Perdonanza, martedì pomeriggio. Per come è stata pensata, si dovrebbe trattare di una manifestazione con l’esposizione di striscioni a margine del corteo, ma in maniera civile e silanziosa, in rispetto della tradizione e del sentimento religioso. La dirigente scolastica Serenella Ottaviano precisa comunque che «le iniziative pubbliche che genitori, studentesse/studenti e docenti pare intendano proporre per manifestare le difficoltà del Cotugno, non sono state discusse né deliberate in seno al Consiglio di Istituto».

Cotugno: «A saperlo non avrei iscritto mio figlio».

Intanto i disagi di alunni e genitori continuano ad emergere, come da nota inviata da Fulgenzio Ciccozzi, genitore di un alunno del Cotugno: «Mi dispiace dirlo, nonostante reputo il liceo classico una delle scuole migliori, se avessi saputo della situazione che poi si è creata, non avrei iscritto mio figlio a questo istituto dell’Aquila. Già tempo fa parlai di crollo delle iscrizioni, e le notizie che trapelano oggi mi danno ampiamente ragione. C’era da immaginarselo, d’altronde. Mio figlio me lo avete scaraventato nei Musp di Collesapone, dove presuppongo rimanga, nell’ambito di un superaffollato tessuto urbano sia per traffico di mezzi che di “umani”, fuori dal contesto delle due altre sedi liceali provvisorie che dovrebbero essere ubicate sempre nel comprensorio di Pettino. Inoltre, attendo che vengano fatte verifiche sulla vulnerabilità di quei plessi scolastici in muratura che ricadono in loco (Collesapone) e in altri, altrimenti sarei portato a credere che siano stati usati due pesi e due misure. Quale genitore, studente o insegnante si autoinfligge cotanta punizione che non ha certo cercato e voluto? Attendo che qualcuno mi spieghi per filo e per segno come stanno le cose e che ognuno si assuma le proprie responsabilità». E lancia tre quesiti: «Perché la scuola è stata tenuta aperta questi anni se non poteva? Perché gli altri istituti scolastici della città che non hanno indici di vulnerabilità adeguati e che non sono strutturalmente a norma sono aperti? […] Grazie a tutti per caos che avete scatenato e, arrivati a questo punto, si vada fino in fondo per verificare responsabilità di ogni genere onde evitare che non si “risolva tutto a tarallucci e vino!”».

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