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La vita ‘sotto’ Belvedere, serve chiarezza

A preoccupare è l'incolumità di trenta famiglie che abitano l’edificio che sorge proprio sotto Belvedere, dopo il crollo di Genova. Liris rassicura.

Ponte Belvedere, l’arteria rimasta chiusa dal 2009, ha gli occhi puntati da parte della città dopo la tragedia di Genova. Trenta famiglie abitano la palazzina sottostante.

Due anni fa ha spento cinquanta candeline, era il 27 maggio 1966 quando venivano effettuate le ultime prove di carico prima dell’apertura ufficiale al traffico della città. Da allora fino al 2009, anno di chiusura causa terremoto, ponte Belvedere ha unito le due sponde della città.

Adesso è sotto i riflettori, insieme a un lunghissimo elenco di ponti, viadotti e autostrade di tutto il paese, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova.

A preoccupare è l’incolumità di trenta famiglie che abitano l’edificio che sorge proprio sotto Belvedere.

La palazzina degli anni trenta è stata tra i primi edifici a ripopolarsi dopo il terremoto del 2009, perché non aveva riportato danni importanti. Per quasi un decennio la vita “al di sotto del ponte” è andata avanti tranquilla. L’opera non è mai stata dichiarata ufficialmente inagibile, ma comunque è rimasta chiusa al traffico veicolare in attesa di lavori di ristrutturazione. Un’altalena di annunci, di gare d’appalto e pratiche che hanno fatto slittare la fruizione di una delle arterie fondamentali della città.

In questi giorni, c’è stata qualche domanda in più sulle sorti del ponte da parte dei cittadini, tanto che il vice sindaco Liris ha spezzato il silenzio.

“Da settimane, nulla c’entra il disastro di Genova, sono in corso le prove sui materiali relativamente alle fondazioni, ai pilastri e alle campate del ponte. Una volta concluse le verifiche, presumibilmente entro 15 giorni, il progettista avrà 60 giorni per redigere il progetto definitivo ed esecutivo. Si andrà quindi a gara per la realizzazione dei lavori”- afferma Liris.
“Ricordo che a dicembre 2017 (Delibera Giunta Comunale n.545 del 13/12/2017) questa amministrazione ha preso la decisione di intervenire sulla campata centrale del ponte con la sostituzione dell’attuale struttura in calcestruzzo precompresso con una nuova struttura in acciaio. La scelta (con la redazione della progettazione esecutiva successiva alle prove sui materiali e allo studio degli elementi strutturali – questi ultimi già oggetto di relazioni tecniche da parte del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università dell’Aquila), consentirà di avere una struttura leggera con una maggiore sicurezza e fruibilità, uno skyline rinnovato, la possibilità di un disegno di illuminazione con eccezionale resa estetica. Nel frattempo, nonostante puntuali rassicurazioni di più tecnici, il ponte resterà chiuso al traffico veicolare”- conclude il vice sindaco.

Intanto molto è cambiato dal 2009: sono spuntati ferri arrugginiti e infiltrazioni che destano preoccupazione.

Ponte Belvedere

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