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Silveri, gaffe culturale o arroganza politica?

Il suo post su Facebook del 2 agosto aveva scatenato una bufera di indignazione popolare da suscitare una replica dello stesso autore. Mentre diversi esponenti della politica locale ne chiedono le dimissioni dal consiglio comunale, ci si interroga sulla valenza di questo segnale mediatico.

Un suo post su Facebook aveva scatenato una bufera di indignazione mediatica e popolare da suscitare una replica dello stesso autore.

Il post era stato pubblicato il 2 agosto, nel giorno del 38° anniversario della strage della stazione di Bologna.

L’autore è il capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale Roberto Junior Silveri.

Questo il post pubblicato:

post silveri

 

Il comunicato di Silveri

All’indignazione mediatica Silveri aveva risposto così:

«Sono contento che il mio post sia riuscito nell’intento di sollevare attenzione e riflessione sulla strage di Bologna dell’agosto 1980, il più grave atto terroristico subito dall’Italia dal secondo dopoguerra ad oggi, che costò la vita a 85 innocenti ed oltre 200 feriti.
 

Semmai esistesse un modo giusto per commemorare le vittime innocenti è proprio quello della ricerca della verità e della giustizia che, a distanza di quasi 40 anni, ancora non c’è e forse mai ci sarà così come per Ustica.

 

Lo stesso detto circa 20 anni fa dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
 
Dispiace e non poco che una parte della sinistra locale, non a caso quella più confusa, abbia voluto strumentalizzare un mio post per attaccare la mia persona ed il mio ruolo cercando di attirarmi come “fascista, filo stragista ed indegno”, per essermi macchiato del presunto reato di opinione, diversa dalla loro, e per aver messo in dubbio come il Presidente Cossiga una sentenza arrivata vent’anni dopo figlia di processi rinviati e annullati tra depistaggi e mancati indizi.
 
È bene specificare, per i cittadini che non hanno avuto modo di leggere il post incriminato, che lo stesso altro non è che 4 versi estrapolati da una canzone che di fascista forse ha solo l’identità degli autori, non certo il testo; tantomeno quelle 4 righe sono le affermazioni di coloro che non si arrendono ad una sentenza uscita dopo anni di depistaggi, prove mancanti e processi aperti, sospesi, annullati e rinviati.
 
Agli stessi che oggi cercano di infangare la mia attività politica e la mia onorabilità personale (che difenderò in altre sedi), al solo scopo di cercare una propria identità politica, auguro di trovarla presto con tanta serenità. 
 
Avrei potuto commemorare la strage da una facciata più comoda, meno sincera, o peggio ancora avrei potuto rimanere nel silenzio, ipotesi che però non rientrano nei miei costumi.
Preferisco rimanere sempre trasparente nel dire quello che penso e fermo nel difendere ciò che ritengo giusto ed importante.
 
Trasparenza e fermezza che nella vita potrebbero essere pregi, mentre in politica molto sono declassati a ingenuità o inesperienza.
 
Il bisogno di verità non ha colore, non è né fascista né comunista, andrebbe incentivato e difeso specialmente da chi ricopre un incarico pubblico.
 
Seguendo l’esempio del Presidente Cossiga io ce l’ho, l’ho difeso e lo difenderò.»

 

Le reazioni non sono tardate ad arrivare, reazioni forti, di condanna nei confronti dell’esternazione del consigliere Silveri al punto da chiederne le dimissioni al Presidente del Consiglio Comunale Roberto Tinari.

 

Sinistra Italiana

«Chi ha un ruolo istituzionale deve tenere conto del rispetto dei poteri dello Stato, non si può continuamente travalicare il perimetro della Costituzione e delle regole che ci siamo dati.» ha dichiarato Pierluigi Iannarelli ai microfoni del Capoluogo.

«La replica di Silveri è, se possibile, peggiore del post su facebook, la strage di Bologna è passata al vaglio dei tre gradi di giudizio e la Cassazione nel 1995 ha definitivamente condannato per il reato di strage i neofascisti Fioravanti e Mambro.»

«Non è corretto fare un parallelismo con la strage di Ustica il cui processo non si è mai tenuto in quanto l’istruttoria si è conclusa con un non luogo a procedere poiché ignoti gli autori della stessa.»

«Questo è solo l’ultimo degli episodi che vedono protagonisti Silveri ed altri componenti della maggioranza; prima la celtica, poi l’aquila di Salò, poi l’invito a procreare bambini esclusivamente italiani condannando chi si vede costretta ad abortire… – prosegue il segretario di Sinistra Italiana – È un continuo e non sono consapevoli dei danni che fanno e questo è grave perché determinano degli strappi, oltre che istituzionali, anche sociali. Tutte questioni che servono a nascondere la loro incapacità amministrativa.»

“Una nuova forma di arroganza politica”

«L’episodio è preoccupante, è un segnale di una nuova forma di arroganza politica – afferma l’avvocato Carlo Benedetti, ex presidente del Consiglio Comunale -. Temo che non sia un problema solo di Silveri.»

«A volte è meglio non parlare che parlare a sproposito, mi auguro che tutto il consiglio comunale abbia un atteggiamento più avveduto perché il Consiglio non è un palcoscenico dal quale si possono dire “stupidaggini”. La Presidenza del Consiglio dovrebbe assumere iniziative idonee a tutelare il consesso consiliare – prosegue Benedetti che conclude – Spero che si tratti di una gaffe culturale e non di un’impostazione politica generale.»

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