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Agir, preda di spartizioni

Prosegue il confronto politico sull'Agir. Affondo di Azione Politica: "Così diventa un carrozzone inefficiente".

Dopo le repliche del coordinatore aquilano di Fratelli d’Italia, Azione Politica torna alla carica. Pierannunzi: «Per Malafoglia non tutte le percentuali hanno lo stesso peso e valore».

«Le dichiarazioni di Michele Malafoglia che definisce inconsistenti i risultati elettorali di AzP a Teramo mi lasciano molto perplesso, soprattutto alla luce della perfomance di FdI alle ultime Politiche dove, dati alla mano, ha raggiunto il 3,7% al Senato e circa il 4 % alla Camera. E dimenticando forse che il nostro è un Movimento nato solo un  anno fa  e del cui risultato a Teramo siamo estremamente orgogliosi e grati al territorio». Così Paolo Pierannunzi, presidente del circolo teramano di Azione Politica, risponde alle dichiarazioni del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Michele Malafoglia, con riferimento alla polemica sulla “spartizione” delle cariche degli organi direttivi dell’Agir avvenuta tra FI, Fdi e centrosinistra. «Probabilmente per Malafoglia non tutti i voti e non tutte le percentuali hanno lo stesso peso e valore, trascurando il fatto che la volontà dei cittadini va sempre rispettata».

Azione Politica, il caso Teramo e l’Agir.

«Quello che afferma Malafoglia, ovvero che AzP abbia remato contro il centrodestra nelle ultime amministrative,  è una barzelletta. Il caso Teramo avrebbe dovuto servire da lezione per cementare la coalizione, cosa che pare non sia stata recepita. Riguardo l’Agir, risulta ancora più incomprensibile la sua presa di posizione, alla luce di nomine avvenute in maniera non democratica e l’obbligo di presentare una sola lista, cosa che non ha permesso a chi dissentiva di esprimersi in merito. Questo provvedimento, al di là della formulazione presentata da Di Dalmazio nel 2013, poteva e doveva essere migliorato nella prossima legislatura: così congeniato l’Agir assumerà i contorni di un carrozzone che priverà i Comuni di molte funzioni, tra cui la scelta delle tariffe. Tariffe che graveranno  su famiglie e cittadini,  escludendo  processi virtuosi derivanti dai rapporti diretti con le amministrazioni. Il tutto per pagare le inefficienze dei centri più grandi, dando un altro pesante colpo in una situazione generale già gravosa di per sé. Cito un suo stralcio:.. “definizione di scelta oculata di quasi totale unità”. Si parla di unità, di coesione della coalizione e di difesa delle scelte intraprese: forse Malafoglia  è stato distratto da altro, non cogliendo le dichiarazioni di AzP e della Lega il cui Presidente regionale ha persino annunciato la non partecipazione ai prossimi tavoli di coalizione del centrodestra».

La crisi del centrodestra e l’orizzonte delle regionali.

Con la polemica sull’Agir in corso, si complica il percorso del centrodestra verso le prossime regionali. Ad oggi, infatti, la coalizione appare divisa in due blocchi, da una parte Lega e Movimenti civici, dall’altra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Gli ottimistici scenari unitari proposti da Antonio Martino al termine dell’ultima riuinione di coalizione sono già superati. E nelle prossime riunioni, la Lega nemmeno ci sarà. Una situazione difficilmente sanabile nel breve periodo, per cui le elezioni a primavera cominciano a diventare una buona prospettiva anche per il centrodestra. Intanto il centrosinistra incassa un doppio risultato sotto la regia di un Luciano D’Alfonso tutt’altro che marginale nelle dinamiche politiche trasversali ai partiti.

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