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Gamal Bouchaib attacca il limite di residenza

Gamal Bouchaib attacca il limite di residenza: «Bando Bonus economico Comune l’aquila esclude chi ha meno di 6 mesi di residenza e condanna chi non ha più di 15 anni.»

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«Bando Bonus economico Comune l’aquila esclude chi ha meno di 6 mesi di residenza e condanna chi non ha più di 15 anni.»

Questa la denuncia di Gamal Bouchaib, Responsabile sociale e immigrazione Sinistra Italiana.

«Continua la sagra dei bandi dell’amministrazione comunale all’insegna dell’esclusione, prima la redazione di bandi per l’assegnazione progetto Cas –Map che condannano i più poveri con un reddito sotto i 12mila euro. Ora il bando del bonus economico Una Tantum con scadenza del 3 Agosto che esclude chi ha meno di 6 mesi di residenza e rischia di condannare chi non ha più di 15 anni.»

«Infatti appare del tutto incomprensibile, immotivato e incostituzionale sotto il profilo giuridico legare il bisogno e la necessita dei cittadini al principio di residenza come da sentenza 166 depositata il 20 luglio 2018 dove la corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità comma 13, DL 25/6/2008 numero 112 che aveva introdotto in Lombardia per l’accesso a un fondo per il sostegno alla locazione il requisito di 5 anni di residenza.»

«L’amministrazione comunale – prosegue Bouchaib – ormai mira a fare bandi ad hoc contro i più deboli, sempre più esclusi dagli elementari servizi di assistenza , prima la casa e ora il sostegno economico. Una deriva discriminatoria fatta passare per buon senso che forse ci obbliga a fare diversamente casomai aumentando le risorse e potenziando i servizi ai più emarginati che rischiano la solitudine di un società sempre del più forte vince.»

«Ci chiediamo quale il principio nel non aiutare una madre sola con i suoi bimbi giusto perché non ha 6 mesi di residenza o peggio ancora condannata a non avere 15 punti nel bando perché non ha più di 15 anni di residenza?»

«Caro Assessore Cristiano Bignotti un amministratore è come un buon padre di famiglia, ha l’obbligo di aiutare i suoi figli in difficoltà aldilà di chi ha passato più tempo in casa.»

«Ma aggiungiamo di più: I servizi sociali nascono con la missione e il principio dell’inclusione per stare vicino ai più deboli non di certo per allontanarli da ogni sostegno. Questo è il santo sacro diritto di ogni cittadino residente nel nostro territorio sancito dalla costituzione.»

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