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Univaq, aumenti per i fuori corso

L'Udu contro l'aumento delle tasse universitarie per gli studenti fuori corso, che andranno da un minimo di 200 a un massimo di 1700 euro.

Univaq, aumento delle tasse universitarie per i fuori corso, l’Udu sul piede di guerra: «È un mero fare cassa, senza servizi a rendere».

Il Consiglio di Amministrazione dell’Università dell’Aquila nella seduta di ieri ha deliberato delle modifiche al sistema di contribuzione studentesca, aumentando i contributi agli studenti oltre il secondo anno fuori corso; a tutti, sia a quelli che si trovano nella cosiddetta “no tax area”, sia a quelli di reddito medio-basso (fino a 30mila euro). Il motivo alla base della decisione sarebbe il mancato raggiungimento del gettito previsto l’anno scorso in sede di commissione tasse. Lo annuncia l’Unione degli Universitari, precisando di aver «espresso la nostra contrarietà ad un aumento che mira soltanto a fare cassa sugli studenti che, per un motivo o per un altro, si trovano nella situazione di fuori corso».

Udu contraria agli aumenti per i fuori corso.

Secondo l’Unione degli Studenti, l’aumento infatti sarebbe «determinato soltanto da ragioni contabili, senza nessun servizio a rendere e senza considerare la drastica riduzione del numero di studenti consumatasi in pochi anni. In Consiglio Studentesco avevamo avanzato diverse proposte alternative approvate all’unanimità anche dalle altre compagini studentesche; tra queste figurava anche l’estensione della curva di contribuzione oltre il limite attuale, fissato a 44mila euro in modo tale da tassare ulteriormente soltanto i redditi altissimi, una scelta certamente più equa dal punto di vista economico e sociale degli studenti contribuenti. Invece in Consiglio di Amministrazione si è scelta quest’altra via, alla quale è stato contrario soltanto il rappresentante dell’Udu: gli altri membri del CdA, compreso il rappresentante degli studenti della lista Target – che, ricordiamo, alle scorse elezioni studentesche ha riunito Azione Universitaria, Eolo e Lista Aperta – hanno votato a favore del provvedimento. La Rettrice ha motivato l’aggravio come un obbligo di legge, nonostante abbiamo più volte ribadito che la legge di bilancio del 2016 elimina qualsiasi tassa minima e fissa solo i massimali e di conseguenza non sussiste la tassa minima di 200 euro per gli studenti fuori corso. Attualmente, pertanto, la tassa per i fuori corso va da un minimo di 200 euro ad un massimo di 1700 euro. Modificato in senso restrittivo anche lo sconto dovuto a familiari iscritti presso un altro ateneo abruzzese: l’entità dello sconto non varia, ma adesso è concesso soltanto qualora questi parenti iscritti avessero una età inferiore ai 27 anni e fossero in corso.

Come Unione degli Universitari ci rammarichiamo per questa mancata occasione di dialogo e del non rispetto del lavoro del Consiglio Studentesco. Invece di scegliere una via che fosse equa per tutti, si è scelta la via della stigmatizzazione e della punizione dello studente fuori corso a prescindere. Con una maggiore accortezza, forse, sarebbero state prese in considerazione soluzioni più eque per gli studenti e più efficaci per il futuro dell’Ateneo».

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