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Emiliano Dante in gara al Cervino Cinemountain foto

Dalla ricostruzione della città dell’Aquila ai nuovi smottamenti terrestri che hanno colpito in particolare le città di Amatrice e Arquata del Tronto, dentro l’intimità dello sguardo di chi ha vissuto il terremoto: è la storia raccontata da “Appennino”, il film del regista abruzzese Emiliano Dante in concorso alla XII edizione del Cervino CineMountain, il festival internazionale del cinema di montagna più alto d’Europa.

XXI edizione del Festival Internazionale del cinema di montagna.

In gara, dal 4 al 12 agosto 2018 a Cervinia,  il film “Appennino” del regista abruzzese Emiliano Dante.

 

Dalla ricostruzione della città dell’Aquila ai nuovi smottamenti terrestri che hanno colpito in particolare le città di Amatrice e Arquata del Tronto, dentro l’intimità dello sguardo di chi ha vissuto il terremoto: è la storia raccontata da “Appennino”, il film del regista abruzzese Emiliano Dante in concorso alla XII edizione del Cervino CineMountain, il festival internazionale del cinema di montagna più alto d’Europa.

Storie, avventure, emozioni a tutto tondo: dal 4 al 12 agosto Cervinia e Valtournenche si trasformano in palcoscenico trasportandoci nei territori dell’avventura e dell’immaginazione.

La vetta è un’immagine, una figura retorica che evoca sfide, avventure e fatiche. “Chi più in alto sale, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna” diceva Walter Bonatti e la salita, in tutte le sue forme, in tutto ciò che rappresenta in quanto sfida e sogno, è la protagonista della XXI edizione del Cervino CineMountain, in scena dal 4 al 12 agosto a Cervinia e ValtournancheNon solo quindi glialpinisti ma gli esploratori dell’impossibile, dentro e fuori da se stessi, per un’edizione che si annuncia più che mai ricca di novità e proposte nel segno della conquista. Tra i film in concorso per il Premio “Montagne d’Italia” la pellicola del regista abruzzese Emiliano Dante “Appennino”.

Aprile 2009, terremoto in Abruzzo. Nel 2016 l’Aquila è ancora una città in ricostruzione, sui tetti svettano le gru, quasi immobili testimoni di una dramma mai davvero terminato, mai risolto. Appennino, la pellicola di Emiliano Dante, regista aquilano, è un diario cinematografico girato nell’anno tra agosto 2016-2017.

Un racconto intimo e quasi ironico del “terremotato”, l’influsso traumatico che un evento catastrofico come il terremoto ha sulle vite di chi lo ha vissuto, e sulla sua.

Dalla ricostruzione della città de L’Aquila Dante insegue i nuovi smottamenti terrestri che hanno colpito in particolare le città di Amatrice e Arquata del Tronto, raccontando le paure, le angosce ma anche le speranze che non abbandonano mai un “terremotato”.

Un film-diario che utilizza il pretesto della ricostruzione urbana quale spunto per una riflessione sul senso stesso di fare cinema. Il film è un continuo fare e rifare, come conseguenza del terremoto, che è anche filo conduttore di una narrazione a spirale – oltre 500 inquadrature a scalare – tra immagini, riprese video, disegni e accenni all’animazione.

Soggetto e sceneggiatura: Emiliano Dante

Produzione:  Dansacro Digital Artisans; in collaborazione con Associazione Fausto Rossano, H.H.M.M.

Dal Festival: Torino Film Festival (Selezione Ufficiale), Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan, Marocco (Premio Speciale della Giuria)

 

Il trailer

In proiezione

Mercoledì 8 agosto

  1. 15,30 – Centro Congressi – Valtournenche

Il regista

emiliano dante

Emiliano Dante (L’Aquila, 1974) ha esordito come regista nel 2003, con la serie di cortometraggi sull’abitare The Home Sequence Series. Dopo altri corti, ha realizzato i documentari sulla vita postsismica Into the Blue (2009) e Habitat – Note personali (2014), entrambi presentati al Torino Film Festival, avviando una trilogia che si chiude proprio con Appennino. Oltre ai documentari, ha anche diretto il lungometraggio di finzione Limen (2013). Nei suoi lavori porta avanti un’idea di autorialità radicale, realizzando personalmente tutte le componenti artistiche (sceneggiatura, montaggio, musica, fotografia e, quando presenti, animazioni). È anche fotografo, saggista e narratore.

Il Festival

Il programma della ventunesima edizione è una finestra aperta sull’avventura, senza limiti, senza confini, dentro e fuori dai protagonisti. Le 64 opere cinematografiche presentate sono suddivise in varie sezioni. Nel menu troviamo i 14 film che hanno vinto i festival del circuito dell’International Alliance for Mountain Film e che concorrono per il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée, e i premi del concorso internazionale: “Montagne du Monde” (per il miglior film straniero), “Montagne d’Italia” (per il miglior film italiano), “Montagne Tout Court” (per il miglior cortometraggio), “Premio C.A.I.” (per il miglior film di alpinismo, arrampicata, esplorazione), “Premio SONY” (per la migliore fotografia) e “Premio del Pubblico”.

Infine CINEMOUNTAIN KIDS, una ricchissima selezione di cortometraggi d’animazione per il pubblico più giovane, proiettati ogni pomeriggio in uno spazio dedicato. Novità di questa edizione: i film si contenderanno il “Premio del Pubblico KIDS”, assegnato dai bambini.

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