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Destinazione L’Aquila, cosa visitare

E' sempre tempo di vacanze e gite fuori porta se si sceglie come meta una città come L'Aquila.

Cosa visitare nel Capoluogo d’Abruzzo. Destinazione L’Aquila è lo spazio che Il Capoluogo dedica ai turisti che visitano la nostra città.

E’ sempre tempo di vacanze e gite fuori porta se si sceglie come meta una città come L’Aquila. «Gridarono tutti insieme: Facciamo una città così bella che nessun’altra nel regno le si possa paragonare», affermazione di Buccio di Ranallo, famoso per le sue cronache aquilane nella seconda metà del 1200, che fa eco fino ai giorni nostri. Molto è cambiato da allora: oggi c’è una intera generazione che vive in una città in rinascita, materiale e sociale insieme.

[per i turisti più sportivi e avventurosi: Destinazione L’Aquila, così la scopri sulla E-Bike]

Il Capoluogo d’Abruzzo è il cantiere più grande d’Europa che ospita una città al suo interno, che pian piano si scopre e si assapora. La ricostruzione mostra gioielli nuovi e sicuri, che lasciano senza fiato per i loro restauri meticolosi. Sì, L’Aquila è anche questo: una scuola di restauro che il mondo può ammirare.
Il turista che decide di passare qualche giorno nell’entroterra abruzzese non può non fare tappa a L’Aquila.
IlCapoluogo.it vi propone i siti di maggiore interesse, le attività più amate, i luoghi da visitare almeno una volta nella vita.

Cominciamo dal punto esatto in cui, nel 1254, è stata fondata la città: Borgo Rivera

Borgo Rivera è sicuramente il quartiere gioiello dell’Aquila, una porta importante della città dove si concentrano a poca distanza gli uni dagli altri le 99 Cannelle, il Munda, il convento di Santa Chiara, la chiesa di San Vito, Santa Maria del Ponte e il Parco delle Acque, un piccolo polmone verde da poco divenuto fruibile.

La Chiesa di San Vito – Restaurata a Giugno 2017

san vito - borgo rivera
Piazza San Vito – Borgo Rivera

Essenziale, bianca, semplice. Così si presenta la Chiesa di San Vito a Borgo Rivera appena restaurata.
Spoglia di decori resta così sobria in una cornice tutta aquilana che concentra alcuni dei tesori più preziosi della città.
Costruita a metà del 1200, probabilmente subito dopo la fondazione di L’Aquila, nel nucleo originario della città. Si pensa, infatti, che tutto ebbe origine da Borgo Rivera. A una manciata di passi da qui c’è il Parco delle Acque, la zona conosciuta per la ricca concentrazione di acque sorgive, le stesse che alimentano le 99 Cannelle.

inaugurazione parco acque

Le 99 cannelle

La fontana possiede novantanove mascheroni dai quali sgorga l’acqua. E’ certo che essa venne eretta sull’antico castello di Acquili che diede nome alla città. L’opera è stata completata in diversi periodi storici. La fonte comprende due vasche e, in origine, era destinata al lavaggio del bucato. La maschera di ogni cannella è diversa dalle altre. Novantatré contengono un fiore con rosone, simbolo del ciclo della vita; le rimanenti sono vuote e rappresentano le piaghe di Cristo. Per la tradizione, i mascheroni rappresentano i signori dei novantanove castelli che diedero vita alla città nel 1200. Tra tutti merita soffermarsi su quello dalla testa di pesce, posta sul lato destro: esso richiama la leggenda di Colapesce e, quindi, Federico II che contribuì alla fondazione dell’Aquila.

Franceschini inaugura il MUNDA
Munda

A pochi passi il turista può immergersi nello scrigno di opere d’arte del MundaMuseo nazionale d’Abruzzo, che nel dopo sisma, a partire dal 2015, si è ricollocato nei locali dell’ex mattatoio, dopo anni nel Forte Spagnolo. Il museo è una piacevolissima e ricca carrellata della cultura artistica abruzzese a cui si aggiungono proposte mensili molto interessanti: convegni, incontri, mostre e visite guidate. [L’arte ritrova casa, i gioielli del MUNDA – la gallery de IlCapoluogo.it] [Ingresso: 4,00 €; Riduzione 2,00 €  Giorni e orario apertura: Martedì-Domenica 8.30-19.30 Chiusura settimanale: Lunedì; Orario biglietteria: 8.30-19.00; Indirizzo: via Tancredi da Pentima]

piazza duomo

Una passeggiata nel centro della città

Lasciamo Borgo Rivera e spingiamoci verso il cuore della città. Cosa vi aspettate di trovare? Tra l’esercito di operai a lavoro che affollano il centro dal mattino presto al pomeriggio ci sono le chiese, i palazzi, le case ricostruiti e restaurati. Le atti9vità commerciali che tornano ad accendere le loro luci in questa città che profuma di calce e cemento e i residenti, che sfidano polveri e cantieri.

Emiciclo, l'inaugurazione

Il centro, quando meno te lo aspetti, riscopre e regala un palazzo nuovo che fa bene al cuore degli aquilani. Ha vinto il com’era e dov’era in questo pezzo di città che nove anni fa veniva raso al suolo.
L’occhio del turista, ma anche dell’aquilano che visita di tanto in tanto il centro, è proiettato all’insù: i palazzi sullo sfondo del cielo e le gru.
Molti stanno vivendo la loro seconda vita, altri aspettano che la ricostruzione si accorga di loro.

Piazza Duomo con la sua Cattedrale ancora ferma al 2009, la Chiesa delle Anime Sante che nel prossimo autunno sarà riconsegnata alla città grazie al contributo del governo francese, invece, la si può ammirare da fuori: il restauro è ulimato e la cupola è tornata al suo posto. [Approfondisci qui: Restauro Anime Sante]

Tutt’intorno un dedalo di vicoli che attendono nuova vita. Prima pullulavano di negozi, artigiani locali, erano il cuore dell’Aquila più genuina. Ora il turista vi troverà cantieri in corso che fanno guardare al futuro.

A una manciata di passi la chiesa di San Giuseppe Artigiano su via Sassa, luogo di culto molto gettonato in città. Il turista qui potrà trovare locali, ristoranti e negozi di nuova apertura. [Approfondisci qui: L’Aquila, sei nuove aperture e altre imminenti]

Non resta che spostarsi verso la villa comunale. Attraversiamo corso Federico II e ci troviamo in una delle zone più suggestive. L’Emiciclo appena riconsegnato alla città si mostra in tutta la sua bellezza ed è un unicum con la villa comunale. [Approfondisci qui: Il nuovo Emiciclo, il giorno dell’inaugurazione]

San Bernardino
San Bernardino

Basilica di San Bernardino

La chiesa di San Bernardino si trova al termine dell’omonima e scenografica scalinata, nel centro storico dell’Aquila, a circa 600 m dal Forte Spagnolo.
La costruzione di una chiesa che custodisse degnamente le spoglie di San Bernardino da Siena (1380-1444) – il suadente predicatore dell’Ordine dei Frati Minori morto a L’Aquila e proclamato santo nel 1450 – fu fortemente voluta dall’influente frate Giovanni da Capestrano. In un primo momento i frati conventuali si opposero alla costruzione della chiesa, tuttavia i lavori furono avviati e portati a compimento tra il 1454 e il 1472.
Il terremoto del 1703 danneggiò gravemente la chiesa, che fu ristrutturata secondo le modalità stilistiche e architettoniche dell’epoca.
Nel 1946, per volere di papa Pio XII, la chiesa ha ricevuto il titolo onorifico di basilica minore.
Il violento terremoto del 6 aprile 2009 ha compromesso la parte absidale della chiesa e ha parzialmente distrutto il campanile.
I restauri, subito avviati, ne hanno consentito la riapertura il 2 maggio 2015.
All’esterno il visitatore potrà subito rendersi conto che l’imponente facciata in pietra calcarea è la protagonista indiscussa dello spazio urbano circostante. Rimasta incompiuta, fu totalmente riprogettata nel 1525 dall’artista Nicola Filotesio, detto Cola dell’Amatrice, il quale ripropose lo schema tipico delle facciate delle chiese abruzzesi, scandendo lo spazio in tre livelli orizzontali a loro volta suddivisi in tre spazi verticali mediante colonne. Nel primo livello si trovano i tre ingressi della chiesa, nel secondo vi sono due aperture circolari e una trifora, mentre nel terzo si apre il rosone. Può essere interessante notare che, ai fianchi del rosone, sono visibili due “trigrammi bernardiniani”, ossia le lettere JHS – abbreviazione del nome Jesous in lingua greca antica – circondate da un sole con dodici raggi.
L’interno della chiesa è a croce latina ed è composto da tre navate e da un vano ottagonale, coperto da una cupola. Lungo la navata destra, la seconda cappella custodisce la splendida pala d’altare in terracotta smaltata, opera di Andrea della Robbia, nipote del famoso artista fiorentino Luca della Robbia, raffigurante l’Incoronazione della Vergine, la Resurrezione ed episodi della vita di Gesù. Nell’ultima cappella la vista è subito attratta dall’imponente monumento funebre del santo, in marmo, realizzato dall’artista Silvestro di Giacomo da Sulmona (detto anche Silvestro dell’Aquila) negli anni 1488-1504, su richiesta del facoltoso mercante aquilano Jacopo di Notar Nanni.
Infine, avviandosi verso l’uscita, il visitatore potrà ammirare il prezioso soffitto in legno e oro e il maestoso organo posto sull’ingresso principale, entrambi settecenteschi.

La prima messa di Petrocchi da cardinale a Collemaggio
L’interno di Collemaggio

Basilica di Santa Maria di Collemaggio

L’edificio religioso della Basilica di Santa Maria di Collemaggio nasce nel 1287 per volere di papa Celestino V. É il monumento religioso più significativo della città. Esso custodisce la prima Porta Santa del mondo e ospita ogni anno un giubileo molto singolare. Il complesso monumentale offre un’ articolata commistione tra gli stili architettonici del romanico, gotico e barocco.

[Guarda il video: Collemaggio è tornata 20 dicembre 2017]

A sinistra si erge la prima Porta Santa della storia, testimonianza concreta della Bolla della Perdonanza con cui Celestino V concedeva l’indulgenza a tutta l’umanità se si fosse attraversata la Porta nelle giornate del 28 e 29 agosto. La pavimentazione interna della Chiesa riprende le forme geometriche della facciata e altri disegni che si ipotizza si ricolleghino ai templari. La cappella dell’altare maggiore possiede una elegante bifora che illumina gli affreschi del Cinquecento. Ai lati le nicchie nelle cappelle offrono opere del Quattrocento. Nonostante il terremoto del 2009 abbia danneggiato in parte la Chiesa, lasciò intatto il mausoleo con le reliquie di Papa Celestino V.

[Approfondisci il primo Giubileo della Storia: L’Aquila e la Perdonanza, dal 2009 a oggi]

Palazzetto dei Nobili

Il Palazzo della Congregazione dei Nobili, meglio noto come Palazzetto dei Nobili e, in precedenza, come Oratorio dei Nobili  è un palazzo storico dell’Aquila. A livello topografico costituisce il centro esatto della città dentro la cinta muraria; di questa particolarità si trova riscontro nel bassorilievo posto sul lato orientale dell’edificio, quello rivolto verso via delle Aquile e piazza del Palazzo, e realizzato dai gesuiti nel XVIII secolo.

castello

Forte Spagnolo, Castello Cinquecentesco

Il Forte Spagnolo aquilano è una monumentale fortezza edificata intorno al 1534 ad opera dell’architetto spagnolo Pirro Aloisio Scrivà, collocata nel punto più alto della città abruzzese.
Si tratta di un forte ben conservato nato fondamentalmente per scopi difensivi durante l’egemonia spagnola che non venne mai sfruttato in termini bellicosi ma bensì, nel ‘600, fu la residenza del governatore spagnolo.
Il Forte Spagnolo fu protagonista di restauri intorno al 1961 ed era la sede del Museo Nazionale d’Abruzzo prima del terremoto.

Ecco una selezione significativa delle principali riaperture e ultimazioni lavori in ordine cronologico.

2010
– Fontana delle Novantanove Cannelle (Vice Commissario BBCC e uffici MIBACT), ultimata a dicembre 2010

2012
– Chiesa del Crocifisso al Parco del Castello (Vice Commissario BBCC e uffici MIBACT), ultimata a marzo 2012
– S. Giuseppe Artigiano, ultimata e riaperta a luglio 2012
– Chiesa della Madonna Fore (Direzione regionale MIBACT Abruzzo), ultimata a luglio 2012
– Palazzetto dei Nobili (Direzione regionale MIBACT Abruzzo), ultimato a dicembre 2012

2013
– Oratorio di S. Giuseppe dei Minimi (Direzione regionale MIBACT Abruzzo), ultimato a luglio 2013

2015
– Convento di S. Amico (Direzione regionale MIBACT Abruzzo), ultimato a febbraio 2015
– Chiesa di S. Bernardino (Provveditorato OOPP Lazio, Abruzzo, Sardegna con collaborazione Soprintendenze BAP e BSAE Abruzzo) ultimata e riaperta a maggio 2015
– MUNDA (Direzione regionale MIBACT Abruzzo), ultimato e aperto a dicembre 2015
– Fontana luminosa (Direzione regionale MIBACT Abruzzo), ultimata a dicembre 2015

2016
– Chiesa di S.Pietro Apostolo a Onna (Segretariato regionale MIBACT Abruzzo), ultimata a maggio 2016

2017
– Chiesa di S. Maria del Ponte (Segretariato regionale MIBACT Abruzzo), ultimata a marzo 2017
– Chiesa di S. Vito alla Rivera (Segretariato regionale MIBACT Abruzzo), ultimata a giugno 2017
– Basilica di S. Maria di Collemaggio (Soprintendenza per L’Aquila e cratere), ultimata e riaperta a dicembre 2017

2018
– Palazzo dell’Emiciclo (Consiglio regionale Abruzzo con collaborazione Soprintendenza per L’Aquila e cratere), giugno 2018

A breve:
Parco del Sole (direzione lavori Soprintendenza per L’Aquila e cratere), agosto 2018

E prossimamente:
Chiesa -Teatro di S. Filippo, S. Maria del Soccorso, S. Maria del Suffragio, S. Silvestro, Palazzo Ardinghelli e S. Pietro Coppito (tutti interventi del Segretariato regionale MIBACT Abruzzo).

Work in progress… altri restauri e importanti interventi sono in corso in città e nei centri del cratere, nell’ambito del programma di ricostruzione dei beni culturali.

[visita il sito del comune: http://www.comune.laquila.it/]

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