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Annunziata, Guano, proteste e competenze

Si leva la protesta in quel di San Demetrio. Argomento del contendere: lo status in cui versa la Chiesa dell'Annunziata. Il sindaco Silvano Cappelli spiega ai microfoni del Capoluogo la complessità della vicenda.

Si leva la protesta in quel di San Demetrio.

Argomento del contendere: lo status in cui versa la Chiesa dell’Annunziata.

Come già denunciato dal Il Capoluogo alcuni abitanti di San Demetrio nel corso di questi anni hanno segnalato più volte la situazione al Segretariato Regionale dei Beni culturali e alla Curia, non ottenendo però alcuna risposta.

«Un gioiello abruzzese del Seicento abbandonato a se stesso» avevano commentato amaramente.

Chiesa SS. Annunziata di San Demetrio: crolli e guano
Chiesa SS. Annunziata di San Demetrio: crolli e guano

Gli stessi abitanti hanno rivolto ultimamente un appello al sindaco di San Demetrio, Silvano Cappelli, per salvare la Chiesa dal guano e dalle infiltrazioni.

Chiesa SS. Annunziata di San Demetrio: crolli e guano

Il sindaco Cappelli ha parlato a cuore aperto della situazione ai microfoni del Capoluogo.

Chiesa SS. Annunziata di San Demetrio: crolli e guano

«Conosco bene la situazione di cui parliamo ma va fatta chiarezza. Innanzitutto l’immobile non è di proprietà del Comune di San Demetrio ma della Curia.»

«Inoltre l’immobile è inagibile, tradotto: non si può entrare. Lei entrerebbe a casa di qualcuno senza per giunta il permesso di farlo?»

Chiesa SS. Annunziata di San Demetrio: crolli e guano
Chiesa SS. Annunziata di San Demetrio: crolli e guano

Aspetto sanitario

Sono stati effettuati dei sopralluoghi da parte del personale sanitario ASL e il servizio di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica ha inviato formalmente una lettera in cui viene specificato che la “notevole quantità di guano emana un forte e caratteristico odore sgradevole percettibile anche lungo il perimetro esterno dell’edificio e che potrebbe peggiorare con la stagione estiva”, come riportato dal Messaggero.

«La ASL ha effettuato dei rilievi e ha informato il Comune di San Demetrio della situazione, cioè nello specifico mi ha inviato una lettera in cui si parla di “odore sgradevole, percettibile dall’esterno” causato dal guano. Io sono un organo di autorità sanitaria ma perché io intervenga, sarebbe necessario che la ASL dichiarasse lo stato di emergenza sanitaria.»

 

Chiesa SS. Annunziata di San Demetrio: crolli e guano

«Io ho formalmente risposto alla lettera due mesi fa, chiedendo esplicitamente alla ASL di dichiarare se si tratti di un’emergenza sanitaria o meno. Ad oggi non ho ricevuto risposta.»

«Se non viene attestato un pericolo o un’emergenza sanitaria quell’immobile rimane chiuso fino a quando non vi sia la possibilità di fare un intervento strutturale.»

 

«E qui si rientra nel discorso dell’erogazione dei contributi per la ricostruzione. Questo discorso peraltro è afferente al MIBACT»

«È da precisare oltretutto che questo problema riguarda tutte e 7 le chiese di San Demetrio che sono chiuse e tutte le chiese del comprensorio chiuse e/o crollate, non solo la Chiesa dell’Annunziata.»

 

I beni culturali da recuperare

«Durante l’emergenza fu fatta una ricognizione su tutte le chiese. All’epoca la Soprintendenza, in collaborazione con Legambiente, tolse solo i quadri del Patini che si trovavano nella Chiesa della Madonna dei Raccomandati. Per le altre opere evidentemente ha demandato al legittimo proprietario che, ripeto, non è il Comune di San Demetrio.»

 

Le competenze

«In conclusione la situazione è complessa: la proprietà non è del Comune poiché la proprietà è della Curia. La Curia, a sua volta, non ne ha la responsabilità formale poiché essa è in capo al MIBACT per quanto riguarda progettazione e contributo e in tutto ciò aggiungo che non vi è neanche una dichiarazione di emergenza sanitaria.»

«Faccio l’amministratore da 20 anni, le persone mi conoscono – conclude Cappelli -. Se ho una responsabilità me la prendo, le mie competenze e responsabilità le conosco bene. Se la ASL dovesse dichiarare che vi è effettivamente un’emergenza a quel punto, come massima autorità sanitaria locale, io interesserò il proprietario che a quel punto si assumerà i costi della bonifica. In assenza di ciò di certo non posso agire arbitrariamente.»

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