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Tasse, non ci sono soldi per alzare il de minimis

Salta l'emendamento sull'innalzamento del de minimis a 500mila euro, per il Governo mancano i soldi e un supporto normativo che lo faccia accettare dall'Unione europea.

La relazione del Tesoro taglia le gambe agli emendamenti “salva L’Aquila”. Adesso serve una soluzione definitiva entro la scadenza del decreto.

I timori della vigilia si sono rivelati fondati: la relazione tecnica del Tesoro ha messo nero su bianco che non ci sono i fondi per l’innalzamento del de minimis a 500mila euro e che comunque l’Unione Europea ha già bocciato la questione della sospensione dei tributi come “aiuti di Stato”. Da qui la richiesta del Governo di ritirare gli emendamenti proposti da parte di Lega, Pd, Fratelli d’Italia e Forza Italia. La Lega, con il senatore Arrigoni, ha accettato di trasformare il proprio emendamento in ordine del giorno (che a livello politico vale al massimo come vaga dichiarazione d’intenti), mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno preteso che il Governo prendesse posizione contraria alla contestazione di “aiuti di Stato” per quanto riguarda la sospensione delle tasse. Non ricevendo risposta affermativa, FI e FdI hanno mantenuto gli emendamenti che sono andati al voto e bocciati. A questo punto, il Governo dovrà trovare una soluzione entro la scadenza della proroga di 60 giorni prevista dal decreto (che comunque deve essere ancora approvato in via definitiva). Il sottosegretario Gianluca Vacca, in visita a L’Aquila proprio oggi, ha assicurato che il Governo affronterà direttamente la questione e troverà la soluzione. Anche se quella dell’innalzamento del de minimis, prima delle elezioni, appariva già come soluzione condivisa, come sottolineato nei vari tavoli di confronto che si sono succeduti. Evidentemente la realpolitik ha rimesso tutto in gioco.

Tasse, Quagliariello: «Errore concettuale del Governo, l’Ue non ha contestato nulla sul de minimis».

«Sul tema della restituzione delle tasse per il terremoto dell’Aquila il comportamento del governo è stato al di sotto di quanto ci si sarebbe atteso, vista peraltro la volontà trasversale del Senato di utilizzare il decreto in discussione per riparare una ingiustizia grave e devastante». Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, leader di ‘Idea’ iscritto al gruppo parlamentare di Forza Italia. «Il problema, che evidentemente il governo deve risolvere al proprio interno – prosegue Quagliariello -, deriva da un errore concettuale. L’esecutivo ha infatti collegato il tema della soglia del de minimis, che è questione di interpretazione normativa e temporale, alla contestazione degli aiuti di Stato da parte della Ue, contestazione assurda ma che rispetto al de minimis non è mai stata sollevata, come dimostra peraltro la lettera inviata dal commissario europeo alla concorrenza al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Se crediamo nella sovranità, è evidente che l’interpretazione della nostre norme spetta alle istituzioni italiane, ed è questo che il governo avrebbe dovuto fare chiarendo che per gli sconti fiscali agli aquilani si applica la franchigia vigente nel 2011, ovvero 500mila euro. Quanto accaduto in Senato non fa ben sperare. La battaglia comunque continuerà alla Camera: il nostro problema non è speculare politicamente su questa deludente vicenda ma raggiungere l’obiettivo nell’interesse dell’Aquila e degli aquilani. Per questo abbiamo votato a favore dell’ordine del giorno del senatore Arrigoni, e siamo pronti a cogliere qualsiasi apertura o resipiscenza che dovesse venire anche dal governo e dalla maggioranza. Questo decreto è la strada maestra per affrontare il problema, lotteremo fino alla fine perché venga percorsa».

Albano chiede un Consiglio comunale straordinario.

«Il governo e la maggioranza del cambiamento e della lotta all’Europa, nonostante i proclami della campagna elettorale, al primo vero banco di prova mostrano di non considerare minimamente le istanze dell’Aquila e degli aquilani e non osano contraddire l’Unione europea che richiede indietro le risorse». Così il segretario del Partito democratico aquilano e consigliere comunale Stefano Albano che ritiene la vicenda «un vero e proprio scandalo. Per questo abbiamo depositato la richiesta di convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio comunale aperto incentrata proprio sulla vicenda della restituzione degli aiuti fiscali richiesta alle imprese del territorio aquilano, che ho rivolto ieri al presidente Roberto Tinari assieme ai colleghi Stefano Palumbo, Antonio Nardantonio, Emanuela Iorio, Elisabetta Vicini, Giustino Masciocco, Lelio De Santis, Angelo Mancini, Paolo Romano ed Elia Serpetti, che ringrazio per avere deciso di sottoscriverla».

Apindustria: «M5S e Lega contro il territorio».

«Il voto che, in Senato, ha bocciato gli emendamenti necessari per il riconoscimento del temporary framework ha una firma certa e ben definita: Movimento 5 Stelle e Lega». Duro il commento dell’associazione Piccole e medie imprese della provincia dell’Aquila, che con il segretario Massimiliano Mari Fiamma attacca: «Grazie a loro ed al precedente approssimativo intervento tocca ricominciare tutto da capo. […] Non possiamo non sottolineare però che oggi i rappresentanti della maggioranza, soli contro tutti, hanno segnato una bruttissima pagina della politica italiana e dimostrato una distanza incolmabile proprio con quella parte del Paese che si fregiano di ascoltare, aiutare e rappresentare. Se per i prossimi passaggi reitereranno questa ottusa presa di posizione non esiteremo a rimarcarne gli effetti negativi invitando anche chi insiste con il “lasciamoli lavorare” a riflettere che forse, se vogliono lavorare così, sarebbe meglio farli smettere».

 

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