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San Gregorio, inizia la riqualificazione foto

La demolizione del blocco centrale dell'edificio di edilizia popolare è iniziata ieri mattina. Erano stati affidati a maggio i lavori per la demolizione delle case popolari di San Gregorio, all’associazione temporanea di imprese composta dalle ditte Todima srl e Panone srl.

Case popolari di San Gregorio: inizia la riqualificazione.

La demolizione del blocco centrale dell’edificio di edilizia popolare è iniziata ieri mattina.

Erano stati affidati a maggio i lavori per la demolizione delle case popolari di San Gregorio, all’associazione temporanea di imprese composta dalle ditte Todima srl e Panone srl.

Una volta ultimate le opere di predisposizione del cantiere, è iniziata la demolizione del primo blocco inagibile che, come dichiarò il sindaco Biondi “segna l’avvio un processo più ampio per cui abbiamo intenzione di ricorrere ad un concorso di idee per la progettazione in grado di dotare la frazione di San Gregorio di un quartiere moderno, con maggiori servizi, più funzionale, più fruibile e magari esteticamente accattivante”.

«Nell’asse centrale vivevano 30 famiglie, spostate subito sulla costa e poi rientrate dopo i lavori in quanto dichiarate agibili» ci raccontano dei residenti.

L’ex sindaco Cialente aveva in seguito, con una delibera, ordinato lo sgombero di queste famiglie e il trasferimento delle stesse in altri alloggi disponibili dei complessi Case e Map più vicini.

La delibera era datata 4 novembre 2016 ed era stata firmata dal precedente sindaco proprio a causa delle scosse che si erano verificate e succedute nel Centro Italia da quella mortifera del 24 Agosto ad Amatrice fino alle ultime di Novembre.

Alcune delle sessanta famiglie assegnatarie degli alloggi del complesso (21 per la precisione) non accettarono però di spostarsi opponendosi alla delibera in questione con una diffida.

Intervenne dunque il TAR che ha convalidato la delibera di sgombero.

Ora la palla passa al sindaco Biondi che dovrebbe teoricamente confermare lo sgombero per l’intera area, non solo per il blocco centrale.

Lunghe battaglie civiche sono state portate avanti dall’immediato post sisma, anche per un malfunzionamento dell’impianto fognario, come ci riferiscono dei testimoni.

«Ci sono enormi problemi con gli impianti e con le fogne, questo in realtà già da prima del terremoto – ci racconta un ex residente – gli impianti vanno rifatti completamente.»

«Il problema dunque non è solo strutturale. Inoltre con la vecchia amministrazione si parlò anche di riqualificare il quartiere con un tetto di rete elettrosaldata sullo stabile per rinsaldare la struttura, al posto del terrazzamento. Ora seguiremo con attenzione gli sviluppi.»

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