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TSA, parte Teatro ad Impatto Zero

Nell'ambito del festival Abruzzo Dal Vivo, l'importante rassegna voluta e sostenuta dalla Regione Abruzzo per rivitalizzare il tessuto sociale dei 23 Comuni del cratere abruzzese, parte il progetto voluto da Simone Cristicchi direttore del Teatro Stabile d'Abruzzo Teatro ad Impatto Zero #raccontarestorie #costruirefuturo monologhi che non scelgono grandi sostegni tecnologici ma che hanno un grande impatto emotivo ed arrivano dritti al cuore.

Teatro ad Impatto Zero: inizia la rassegna nata dal progetto di Simone Cristicchi direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo.

Nell’ambito del festival Abruzzo Dal Vivo, l’importante rassegna voluta e sostenuta dalla Regione Abruzzo per rivitalizzare il tessuto sociale dei 23 Comuni del cratere abruzzese, parte il progetto voluto da Simone Cristicchi direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo Teatro ad Impatto Zero #raccontarestorie #costruirefuturo monologhi che non scelgono grandi sostegni tecnologici ma che hanno un grande impatto emotivo ed arrivano dritti al cuore.

«È un progetto – spiega Simone Cristicchi- che ha come obiettivo principale quello di portare eventi teatrali “a impatto zero” nei tanti luoghi colpiti dal sisma, per fornire nuova attrattività al territorio, mediante iniziative e spettacoli dal vivo che favoriscano il coinvolgimento delle comunità locali. Dalle frazioni meno popolate ai centri più abitati, il teatro di narrazione diventa quindi “cemento” nuovo, capace di far confluire le comunità intorno alla magia senza tempo e l’emozione del racconto orale, per stimolare vita culturale nel territorio, nel tessuto sociale e di conseguenza in quello economico.»
Si parte mercoledì 27 giugno ore 21.00 a Castelli, Piazza Roma, con “Non c’è mai silenzio” di e con Elisabetta Salvatori, violino e chitarra Matteo Ceramelli.

Uno spettacolo che è un orazione civile, una voce lontana sempre presente, una testimonianza: quella della strage ferroviaria di Viareggio, del 29 giugno 2009.

Ci sono parole che mostrano l’invisibile, fanno vedere quello che non esiste più. Elisabetta, che è sola in scena, accompagnata dal violino di Matteo Ceramelli racconta quella drammatica notte e qualcosa della vita di tutte le 32 vittime. Cerca di restituire poesia alle vite perse e prova a raccontare la grandezza della quotidianità.
Vuol essere memoria e speranza.
Lo spettacolo nasce su richiesta di due associazioni: ‘Il mondo che vorrei’, costituita dai parenti delle vittime e ‘Assemblea 29 giugno’ composta da ferrovieri e viareggini.

Il testo è stato scritto dopo aver parlato con i familiari delle vittime, con alcuni ferrovieri e molti viareggini. Dopo aver passeggiato più volte nella nuova via Ponchielli, ricostruita, imbiancata ma senza più voci, senza più l’odore delle arselle, del fritto e delle spezie magrebine.

Non si parla solo di memoria ma anche di responsabilità: di una revisione al treno che non c’è stata, della velocità troppo elevata per un convoglio che trasposta gas infiammabile. Si parla di un ferroviere, Riccardo Antonini, licenziato per essersi schierato dalla parte delle vittime.
Raccontare è tramandare far rivivere e raccontare la strage di Viareggio è un modo perché sul 29 giugno 2009 non cada il silenzio.
Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero

Questo il calendario completo

mercoledì 27 giugno, ore 21.00 Castelli TE
NON C’È MAI SILENZIO
di e con Elisabetta Salvatori
violino e chitarra Matteo Ceramelli
Ingresso gratuito
Uno spettacolo che è un orazione civile, una voce lontana sempre presente,
una testimonianza: quella della strage ferroviaria di Viareggio, del 29 giugno 2009.
Ci sono parole che mostrano l’invisibile, fanno vedere quello che non esiste più. Elisabetta, che è sola in scena, accompagnata dal violino di Matteo Ceramelli racconta quella drammatica notte e qualcosa della vita di tutte le trentadue vittime. Cerca di restituire poesia alle vite perse e prova a raccontare la grandezza della quotidianità. Vuol essere memoria e speranza.

lunedì 2 luglio, ore 21.00 Isola del Gran Sasso TE
FELICITÀ FOR DUMMIES
di e con Roberto Mercadini
Ingresso gratuito
Qual è il significato originario della parola “felicità”? Cosa c’entrano gli alberi? E i vichinghi? E le galassie? E i calciatori brasiliani?
Perché William James Sidis, l’uomo più intelligente della storia, ha avuto una vita così infelice? Cosa non aveva capito, lui che era in grado di comprendere ogni cosa? Che gli avrebbe detto Dante? E un calciatore brasiliano? E un galassia? E un guerriero vichingo? E un albero? Perché mi piacciono tanto le domande?

martedì 3 luglio, ore 21.00 Cortino TE
FELICITÀ FOR DUMMIES
di e con Roberto Mercadini
Ingresso gratuito
Qual è il significato originario della parola “felicità”? Cosa c’entrano gli alberi? E i vichinghi? E le galassie? E i calciatori brasiliani?
Perché William James Sidis, l’uomo più intelligente della storia, ha avuto una vita così infelice? Cosa non aveva capito, lui che era in grado di comprendere ogni cosa? Che gli avrebbe detto Dante? E un calciatore brasiliano? E un galassia? E un guerriero vichingo? E un albero? Perché mi piacciono tanto le domande?

mercoledì 4 luglio, ore 21.00 Castello Dragonetti De Torres, Pizzoli AQ
CΑPRÒ
di Vincenzo Mambella
regia Edoardo Oliva
scenografia Francesco Vitelli
con Edoardo Oliva
Ingresso gratuito
La vicenda tragica di Cαprò incrocerà l’immane tragedia del naufragio del bastimento inglese “Utopia” che nel 1891 s’inabissò al largo di Gilbilterra provocando la morte di circa 600 immigrati, per lo più contadini italiani, in viaggio verso gli Stati Uniti. A bordo anche quattordici contadini abruzzesi di Fraine, in provincia di Chieti.
Una storia, quella di Cαprò, che non rompe completamente il muro dell’oblio, non approda sui libri.

Giovedì 5 luglio, ore 21.00 Farindola PE
SEMPLICEMENTE VIVERE
di e con Don Luigi Verdi
Ingresso gratuito
Tre storie si sono incontrate a Romena, dove la Compagnia delle Arti scrisse nello statuto che il suo obiettivo era ‘portare un sorriso’ nei luoghi dove ce ne fosse stato più bisogno. Lo strumento scelto per realizzare tutto questo era la creatività in tutte le sue forme più colorate: la musica, il ballo, la comicità, l’autoironia. La loro ultima proposta è dare vita ad una serata speciale sul tema “Semplicemente Vivere, con occhi risorti”.
Filo conduttore del percorso la ricerca di pratiche, idee, stili di vita per ritrovare la semplicità del vivere e per ricominciare a apprezzare la bellezza del quotidiano.
Una serata di poesia, riflessione e musica, con don Luigi Verdi.

venerdì 6 luglio, ore 21.00
Cineteatro comunale, Montorio al Vomano TE
CΑPRÒ
di Vincenzo Mambella
regia Edoardo Oliva
scenografia Francesco Vitelli
con Edoardo Oliva
Ingresso gratuito
La vicenda tragica di Cαprò incrocerà l’immane tragedia del naufragio del bastimento inglese “Utopia” che nel 1891 s’inabissò al largo di Gilbilterra provocando la morte di circa 600 immigrati, per lo più contadini italiani, in viaggio verso gli Stati Uniti. A bordo anche quattordici contadini abruzzesi di Fraine, in provincia di Chieti.
Una storia, quella di Cαprò, che non rompe completamente il muro dell’oblio, non approda sui libri.

mercoledì 11 luglio, ore 21.00 Montereale AQ
MAROCCHINATE
di Simone Cristicchi e Ariele Vincenti
musiche eseguite dal vivo da Marcello Corvino
costumi Sandra Cardini
voci Off Elisabetta De Vito, Massimo De Rossi, Aurora Guido
regia Nicola Pistoia
con Ariele Vincenti
Ingresso gratuito
Lo spettacolo racconta i terribili giorni successivi allo sfondamento da parte degli Alleati della linea di Montecassino, ultimo baluardo tedesco. Apparentemente la guerra è finita e l’Italia è libera, ma non per le popolazioni di gran parte del basso Lazio. E questa è l’altra faccia della Liberazione:“Aspettavamo ji salvatori… so’ arrivati ji diavoli”. Alle truppe “Marocchine” viene affidato il compito di entrare nella rocciosa difesa tedesca. Ottemperano il loro compito e “le truppe di colore”, come ricompensa, ottengono il “diritto di preda” contro la popolazione civile. Cinquanta ore di carta bianca, cinquanta ore in cui fanno razzia di tutto quello che trovano: oro, case, vino, bestie, ma soprattutto donne. Sono migliaia le donne che verranno stuprate e uccise nella primavera del ’44.

giovedì 12 luglio, ore 21.00 Farindola PE
MAROCCHINATE
di Simone Cristicchi e Ariele Vincenti
musiche eseguite dal vivo da Marcello Corvino
costumi Sandra Cardini
voci Off Elisabetta De Vito, Massimo De Rossi, Aurora Guido
regia Nicola Pistoia
con Ariele Vincenti
Ingresso gratuito
Lo spettacolo racconta i terribili giorni successivi allo sfondamento da parte degli Alleati della linea di Montecassino, ultimo baluardo tedesco. Apparentemente la guerra è finita e l’Italia è libera, ma non per le popolazioni di gran parte del basso Lazio. E questa è l’altra faccia della Liberazione:“Aspettavamo ji salvatori… so’ arrivati ji diavoli”. Alle truppe “Marocchine” viene affidato il compito di entrare nella rocciosa difesa tedesca. Ottemperano il loro compito e “le truppe di colore”, come ricompensa, ottengono il “diritto di preda” contro la popolazione civile. Cinquanta ore di carta bianca, cinquanta ore in cui fanno razzia di tutto quello che trovano: oro, case, vino, bestie, ma soprattutto donne. Sono migliaia le donne che verranno stuprate e uccise nella primavera del ’44.

martedì 17 luglio, ore 21.00 Montereale AQ
LA FOTO DEL CARABINIERE
la storia di Salvo D’Acquisto e di mio padre
di e con Claudio Boccaccini
Ingresso gratuito

Il 23 settembre del 1943 davanti al mare di Palidoro un vicebrigadiere dei carabinieri, il ventitreenne Salvo D’Acquisto, fu ucciso dalle SS.
Il giorno prima, durante un’ispezione, era esplosa accidentalmente una cassa di munizioni, uccidendo due soldati tedeschi.
Era stato un incidente, ma per i tedeschi – che dopo l’8 settembre erano passati dall’essere truppe alleate a truppe d’occupazione nemiche – quell’episodio era da considerarsi un attentato e come tale vendicato con una rappresaglia.
La mattina del 23 settembre vennero quindi rastrellati ventidue uomini innocenti per essere fucilati, ma l’intervento di Salvo D’acquisto – che si autoaccusò del fatto – salvò loro la vita.
Lo spettacolo racconta questa vicenda attraverso i ricordi circostanziati di chi ne fu protagonista, il padre dell’autore e interprete: Tarquinio Boccaccini, che quella mattina del ‘43 era tra i ventidue uomini salvati dal sacrificio dell’eroico carabiniere.

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