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Innova Manet, L’Aquila in digitale

Riccardo Cicerone è un giovane aquilano che lavora proprio nel campo della trasformazione digitale e questo pomeriggio, a Palazzo Fibbioni, ha organizzato un incontro dal titolo Innnova Manet.

L’Aquila in digitale, con il termine digital transformation si intende un insieme di cambiamenti di natura tecnologica, organizzativa e manageriale che le aziende mettono in atto per stare al passo con i tempi e mantenere quindi un buon livello di competitività.

di Andrea Giallonardo

Riccardo Cicerone è un giovane aquilano che lavora proprio nel campo della trasformazione digitale e questo pomeriggio, a Palazzo Fibbioni, ha organizzato un incontro dal titolo Innnova Manet. Cicerone, che con Daniele Proietti ha fondato all’Aquila Strange Office Coworking, sta partecipando insieme ad altri diciotto ricercatori ad un master in digital transformation organizzato dalla Tag Innovation School, scuola di alta formazione con sede a Milano. Il progetto sta portando Cicerone ed i colleghi a viaggiare molto per l’Italia per avvicinare quante più aziende possibile al mondo del digitale e L’Aquila si è rivelata una tappa obbligata per il giovane ricercatore.

INNOVA MANET

A Palazzo Fibbioni sono convenuti i rappresentanti delle maggiori realtà aziendali presenti all’Aquila come Dompé, Dante Labs, Saturno Consulting, CNA L’Aquila, GSSI, Confindustria L’Aquila ed Univaq. “Il lavoro di chi si occupa di digital transformation consiste nell’interfacciarsi costantemente con il personale delle aziende per poter capire al meglio come intervenire per migliorare l’efficienza dei servizi e la competitività” ha spiegato Cicerone ” oggi il nostro obiettivo è capire cosa si può fare all’ Aquila in termini di innovazione digitale”

INNOVA MANET

Alle parole di Riccardo Cicerone hanno fatto eco quelle del collega presso Strange Office Coworking Daniele Proietti: “Tutto sta nel capire su cosa dovrà basarsi l’economia dell’Aquila tra vent’anni, se dovrà fare affidamento ancora sullo studentato e sui servizi pubblici oppure se potrà vantare nuove forme di sviluppo”. Tra i presenti non mancavano gli altri diciassette ricercatori che con Riccardo Cicerone compiono il lavoro digital officers e che nella giornata di ieri hanno potuto visitare la città.

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