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Borrelli e Tozzi, come prevenire le calamità

L'inaugurazione del palazzo dell'Emiciclo è stata all'insegna della sicurezza ambientale, per l'occasione si è infatti tenuto un convegno di livello internazionale sullo studio delle calamità naturali che ha visto intervenire il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ed il divulgatore scientifico Mario Tozzi.

Borrelli e Tozzi ospiti del convegno Calamità Naturali in occasione dell’inaugurazione dell’Emiciclo.

“Più coesione tra i corpi di Protezione Civile e più cultura di prevenzione”- hanno affermato il capo della Pc e il geologo.

L’inaugurazione del palazzo dell’Emiciclo è stata all’insegna della sicurezza ambientale, per l’occasione si è infatti tenuto un convegno di livello internazionale sullo studio delle calamità naturali che ha visto intervenire il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ed il divulgatore scientifico Mario Tozzi.

Per Borrelli è innegabile l’importanza del lavoro svolto in questi anni dal personale della Protezione Civile in occasione di terremoti, valanghe ed alluvioni ma: “dobbiamo ancora lavorare molto per migliorare le attività di prevenzione e pianificazione”.

Borrelli ritiene infatti fondamentale rendere i cittadini consapevoli delle caratteristiche del paese in cui vivono:

«Bisogna far sì che nelle scuole, nei programmi di storia, sia introdotto l’insegnamento della storia geologica del territorio. Si tratta di un insegnamento a cavallo tra storia e geografia ma è importante ai fini educativi. Trovo poi fondamentale inserire nei programmi scolastici anche lo studio dei piani di emergenza approntati dalle amministrazioni»

Se infatti la stesura di piani per far fronte a calamità naturali è affidata ai sindaci è importante, secondo Borrelli, diffonderne la conoscenza magari favorendo un lavoro corale da parte dei comuni italiani: «La collaborazione tra i comuni nella redazione di piani d’emergenza e nelle esercitazioni di protezione civile da parte del proprio personale sarà un modo per crescere ed aumentare la capacità di reazione ad eventuali calamità; Sul fronte della cooperazione sono in programma iniziative a livello nazionale per realizzare una piattaforma di appartamento che operi in tempo reale per garantire la pronta reazione ad ogni allarme e la comunicazione immediata tra i vari centri di comando. L’istituzione di un’accademia di protezione civile dovrà fornire un corpo d’intervento sempre pronto ed operante.»

Mario Tozzi ha un’idea diversa di calamità

«Preferisco chiamarli eventi naturali, fenomeni come i terremoti o le alluvioni sono sempre accaduti e se diventano calamità è per responsabilità nostra.»

Tante tragedie, secondo Tozzi, si sarebbero potute evitare se solo avessimo avuto maggiore prudenza nello sfruttare il territorio: «In Italia si nota una sproporzione tra la potenza di alcuni terremoti o la gravità di certe alluvioni ed il numero di vittime che causano, questo perché consumiamo il nostro suolo in maniera scriteriata, solo da noi vengono cementificati cinque metri quadrati di terreno al secondo.»

Il problema, sostiene lo scienziato, è di natura squisitamente culturale: «Abbiamo un atteggiamento predatorio verso il nostro territorio ed un’indole generale molto superficiale. Quando acquistiamo un’auto vogliamo conoscerne tutte le caratteristiche, non accade la stessa cosa quando vogliamo acquistare una casa.»

Quando un edificio è stato costruito, con quali materiali e su quale terreno sono domande che ciascuno dovrebbe farsi circa la propria abitazione « Non abbiamo scuse – ha concluso Tozzi – se prima si poteva trovare parziale giustificazione nell’ignoranza e nel fatalismo ora non più, i mezzi per informarsi ci sono, dipende tutto dalle nostre coscienze».

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