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Liste d’attesa, Paolucci non va dal ministro

Vertice a Roma convocato dal ministro Grillo sulle liste d'attesa, Paolucci snobba l'incontro: "La campagna elettorale è finita".

Il nuovo ministro della Salute convoca gli assessori regionali per la questione delle liste d’attesa, ma Paolucci non ci sarà: «La campagna elettorale è finita».

«Basta con la vergogna di ottenere una mammografia dopo 13 mesi, di aspettare fino a un anno una colonscopia, una visita oncologica o neurologica, salvo pagare di tasca propria, impoverirsi sempre di più e far fare gli affari ai privati. Lo abbiamo promesso nel contratto di Governo e adesso cerchiamo di passare dalle parole ai fatti». Così il nuovo ministro della Salute, Giulia Grillo, che ha affidato a Facebook il calendario per affrontare la questione delle liste d’attesa: «Ho inviato una circolare alle Regioni in cui chiedo informazioni puntuali dettagliate di ogni singola struttura sanitaria, sia pubblica che privata accreditata, per fare il punto della situazione e di qui partire per la prossima messa a punto del Piano nazionale per il governo delle liste d’attesa. Partiremo da qui, sapendo se e quante prestazioni sanitarie siano state erogate tramite il Cup (centro unico di prenotazione), se sono garantite – e quando e come – i tempi massimi d’attesa previsti in sede locale, se i volumi di attività svolti dai medici in libera professione dentro il Ssn siano fuori regola e rispettino il principio della libera scelta dei cittadini. Sapremo anche se agli assistiti vengano chiesti balzelli extra. Cercheremo di saperlo presto e di adottare un’adeguta strategia di cambiamento per debellare un fenomeno odioso, che mina l’equità, l’uniformità di trattamento sanitario in tutta Italia, che fa carta straccia della trasparenza, dell’informazione ai cittadini e che in sostanza mina alla radice l’universalità del Servizio sanitario pubblico. Metterò il massimo impegno e mi aspetto una grande collaborazione da parte delle Regioni in favore dei cittadini per abbattere lunghi e impossibili tempi d’attesa e per avere un giusto e democratico accesso ai servizi e alle informazioni. Cercherò di andare incontro a tutte le esigenze delle Regioni e ai loro eventuali problemi organizzativi, ma seguirò con grande determinazione nel corso del mio mandato questo obiettivo come uno dei capisaldi del Servizio sanitario pubblico e della tutela dei diritti della salute».

Liste d’attesa, Paolucci manda Muraglia: «La campagna elettorale è finita».

Per fare il punto sulla situazione, il neo ministro ha convocato gli assessori regionali alla Sanità a Roma, ma il rappresentante abruzzese, impegnato per un convegno a Pescara, non ci sarà. Al suo posto, il direttore del Dipartimento Salute e Walfare, Angelo Muraglia. «Il tema dei tempi d’attesa c’è nel Paese – spiega Paolucci ai microfoni del Capoluogo.it – e certamente anche in Abruzzo. Ma ritengo che la campagna elettorale sia finita e la questione dei tempi d’attesa non si risolva con una circolare alla Regione. Occorrono soldi e governo della domanda, atteso che anche noi ci siamo dotati di un provvedimento per avere un regolamento per le classi di priorità, per i CUP attivi nel richiamare i pazienti (fenomeno dei buchi liberi), per l’ acquisto di prestazioni da medici ospedalieri e privati, per l’avvio di procedure concorsuali per aumentare il personale. Il punto è che occorrono risorse non annunci e occorre che la collaborazione sia diffusa anche in questa Regione dove il suo partito, in particolare modo qualche suo esponente, ha portato avanti una campagna denigrante con utilizzo di sostantivi e aggettivi offensivi verso la Sanità Regionale, raccontando cose assolutamente false, fino a presentare disegni di legge inapplicabili perché andrebbero approvati a livello nazionale e che nel merito rischiano di riportare la Sanità a quella del secolo scorso. Sul punto sarebbe utile conoscere il pensiero del Governo su queste proposte del Movimento 5 Stelle della Regione Abruzzo”.

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