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Centrale Snam, via a nuovi studi dell’Ingv

Saranno effettuati nuovi studi dall’Ingv sul territorio, dove la Snam vuole costruire la centrale di compressione e il metanodotto

Centrale Snam, via a nuovi studi dell’Ingv. Il sindaco Casini: chiederemo al governo di bloccare la Snam sulla scorta dell’alto rischio sismico del territorio.

Dalle verifiche dell’Arta a quelle dell’Ingv si complica sempre più la realizzazione della centrale e del metanodotto della Snam. A Roma, nella sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, un incontro tra il presidente Carlo Doglioni, i tecnici Ingv e i rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico, a cui ha partecipato il vicesindaco e assessore all’Ambiente Nicola Angelucci. Saranno effettuati nuovi studi dall’Ingv sul territorio, dove la Snam vuole costruire la centrale di compressione e il metanodotto.
Si è discusso di una convenzione tra Mise e Ingv per effettuare nuove verifiche di natura tecnica e scientifica sulle aree interessate dall’opera, alla luce dei terremoti registrati negli ultimi anni nella zona, dal momento che dalla Valutazione di impatto ambientale è passato troppo tempo.

«Abbiamo rimarcato come quegli studi siano oggi del tutto insufficienti rispetto a una compiuta valutazione dell’opera in relazione alla sua pericolosità in un territorio come il nostro ad alto rischio sismico. La battaglia va avanti», afferma il sindaco Annamaria Casini. «Gli esiti saranno illustrati nella prossima conferenza dei servizi nell’ambito dell’iter autorizzativo del metanodotto. Gli approfondimenti scientifici riguarderanno anche la centrale di compressione e dureranno diversi mesi, spostando dunque nel tempo la conclusione del procedimento». Verifiche dovranno partire a breve anche sulla qualità dell’aria, da parte dell’Arta, sui terreni di Case Pente, vicino al cimitero, dove è stata autorizzata la centrale. «Così come la costruzione della centrale, già autorizzata, non partirà prima di un anno dal posizionamento delle centraline dell’Arta per il monitoraggio dell’aria», aggiunge Casini. «Un lasso di tempo nel quale chiederemo al nuovo governo di esprimersi politicamente su queste opere, esplicitando una posizione netta in merito a una politica energetica sostenibile che salvaguardi le aree interne fragili e da preservare dal punto di vista ambientale. La nostra battaglia per impedire la costruzione della centrale e del metanodotto nella nostra città continua con tutti i mezzi a nostra disposizione». La centrale ha avuto il via libera dal governo a dicembre, con autorizzazione poi recepita dal Mise a marzo.

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