IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio, Pierluigi Biondi, Luigi D'Eramo

Piccoli guerrieri crescono foto

La rappresentazione dell’assedio dell’Aquila da parte di Braccio Da Montone ha visto la collaborazione dei ragazzi dell’associazione culturale di rievocazione storica Compagnia Rosso D’Aquila che ha avvicinato i bambini alla cultura ed alle usanze dell’Aquila medievale ed ai personaggi che ne fecero la storia.

Alla domanda su chi fosse Braccio da Montone Domenico, 5 anni, non ha dubbi: “Un terribile nemico che voleva conquistare l’Aquila, ma noi abbiamo vinto!”.

Domenico ha dovuto imparare chi fosse Fortebraccio per poterlo impersonare in una rappresentazione che lo ha visto protagonista insieme a tutti i bambini della scuola dell’infanzia Colle Capo Croce.

La recita, tenutasi ieri pomeriggio, ha chiuso un progetto didattico chiamato “Alla ricerca delle radici, piccoli cittadini crescono” che ha coinvolto l’istituto scolastico ed alcune associazioni cittadine.

Il progetto ha portato i bambini a visitare i luoghi simbolo della storia aquilana ed a rappresentare eventi importanti per l’identità cittadina.

La rappresentazione dell’assedio dell’Aquila da parte di Braccio Da Montone ha visto la collaborazione dei ragazzi dell’associazione culturale di rievocazione storica Compagnia Rosso D’Aquila che ha avvicinato i bambini alla cultura ed alle usanze dell’Aquila medievale ed ai personaggi che ne fecero la storia.

E c’erano proprio tutti, ieri, nel giardino della scuola: c’era Fortebraccio, impersonato da Domenico in uno svolazzante mantello grigio, c’era la regina Giovanna interpretata da Aurora, 5 anni, avvolta in un lungo abito viola e c’era Papa Martino V, con l’abito giallo ed una mitra composta da un vassoio per torte, impersonato da Francesco, 4 anni.

Bambini e bambine componevano l’esercito braccesco, a cavallo di manici di scopa e con spade di carta stagnola, ed il popolo aquilano, asserragliato dietro impenetrabili mura di cartone.

I vessilli, basati sui veri emblemi dell’epoca, i costumi e le scenografie sono stati realizzati dai bambini stessi sotto la guida delle maestre che, per l’occasione, hanno indossato abiti storici forniti dalla Compagnia Rosso d’Aquila.

Quanto sia importante insegnare ai bambini a coltivare la memoria fin dalla più tenera età avvicinandoli ad argomenti importanti per mezzo del gioco è ben chiaro alle maestre Vera Scipione, Elisabetta Giannini, Patrizia Ciocca, Tiziana del Re, Valeria Faraglia, Sara Di Girolamo che hanno curato la realizzazione del progetto didattico.

«Abbiamo condotto i bambini alla scoperta del monogramma bernardiniano con il priore della basilica di S. Bernardino, – ha raccontato la maestra Elisabetta Giannini – e gli abbiamo fatto toccare con mano la nostra storia quando li abbiamo condotti lungo le antiche mura, dove alcuni membri dell’associazione Jemo ‘Nnanzi, in abiti storici, hanno risposto alle loro domande. Come insegnante mi ha fatto particolarmente piacere vedere come anche le famiglie abbiano risposto bene dal momento che alcuni genitori sono tornati a visitare i monumenti insieme ai bambini.»

Sulla stessa linea la preside Agata Nonnati: «Questi bambini sono nati tutti dopo il terremoto, è importante quindi educarli a coltivare la memoria storica di eventi vicini e più remoti, condurli a visitare gli antichi monumenti ed i luoghi ancora feriti dal sisma per insegnare loro il dovere del ricordo.»

X