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La burocrazia blocca il rientro in case ricostruite

Problemi burocratici per tante famiglie: case ricostruite, ma niente certificato di fine lavori per problemi con i ritardi nell'esecuzione. Scatta l'interrogazione.

Case ricostruite, pronte per essere abitate, ma non viene rilasciato il certificato di fine lavori. L’assurda burocrazia che penalizza i cittadini.

Un ritardo nell’esecuzione dei lavori può bloccare il rilascio del certificato di fine dei lavori che consente ai proprietari di rientrare nelle case ricostruite dopo il terremoto. L’assurda situazione in cui si trovano tante famiglie.

Case ricostruite ma niente certificato di fine lavori, la denuncia.

«A L’Aquila, – scrive il consigliere Lelio De Santis, del gruppo Cambiare Insieme Italia dei Valori – ci sono tanti condomini con tante famiglie, come il Condominio Cappelli in via G. Di Vincenzo, costituito da 34 nuclei familiari, che non possono rientrare nelle loro case ricostruite, senza il regolare certificato di fine dei lavori, che non viene rilasciato per ritardo nella esecuzione dei lavori a causa della complessità delle opere o per le vicende giudiziarie  che hanno riguardato le Ditte appaltatrici. Questo ritardo nell’esecuzione dei lavori, senza la dovuta proroga, impedisce la liquidazione dello stato finale, con il quale pagare fornitori e subappaltatori, ed imporrebbe il pagamento di penali, ai sensi del D.L. n° 78 del 2015, a carico di Amministratori condominiali e Direttori dei lavori, ma non delle Ditte fallite! É evidente che ci troviamo di fronte ad una interpretazione delle Ordinanze ministeriali molto discutibile, da parte degli Uffici comunali, che rischia di bloccare il rientro nelle loro abitazioni di centinaia di famiglie e di non poter liquidare le Ditte subappaltatrici  aquilane, ormai a rischio chiusura».

Interrogazione urgente al sindaco Biondi.

«Al fine di sbloccare la situazione e di dare una risposta doverosa e positiva alle famiglie aquilane, rimaste intrappolate nelle maglie della burocraziae penalizzate dalla spregiudicatezza imprenditoriale di tante Ditte dai nomi altisonanti, spesso venute da lontano, – conclude De Santis – ho presentato al Sindaco, Pierluigi Biondi, una interrogazione urgente, con risposta scritta ed orale».

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