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Lucoli, dal sogno Valtur al turismo che non c’è

Lucoli è una piccola Frozen. Sembra tutto un po' congelato, ma non per il freddo: le amministrazioni si sono succedute, ma nessuna ha avuto la lungimiranza di progettare un turismo possibile.

Il Capoluogo oggi vi porta a Lucoli, il comune che rinnoverà la sua amministrazione il prossimo giugno. Tra il turismo che arranca, le attività che chiudono e quelle che resistono le voci e le speranze dei residenti.

“Una volta la gente ti chiamava per capire se avevi cotiche e fagioli, adesso per sapere se hai il WiFi”- così ci accoglie uno degli albergatori di Lucoli, paese di mille anime su diciassette frazioni.
“Si fa fatica ad andare avanti, a fare i conti con le bollette del riscaldamento tutto l’anno e con questo silenzio ingombrante”.
Lucoli è una piccola Frozen. Sembra tutto un po’ congelato, ma non per il freddo: le amministrazioni si sono succedute, ma nessuna ha avuto la lungimiranza di progettare un turismo possibile.
Il mondo è cambiato e con esso le esigenze dei turisti, ma qui tutto si è fermato a cinquant’anni fa quando anche la Valtur, uno dei gruppi alberghieri più grandi in Italia, aveva puntato gli occhi sull’area con un progetto mai realizzato. Si trattava di un impianto di risalita su Monte Puzzillo e Monte Cornacchia che avrebbe rappresentato il cuore di una stazione sciistica, ovvero il punto di partenza per gli impianti di risalita e di arrivo per le piste.
“Per la sua posizione geografica sarebbe stata una sorta di Cortina d’Ampezzo d’Abruzzo” – spiega un albergatore che ha visto decine e decine di sogni passare da queste parti. “Sarebbe stato ottimo per piste di vario genere che potevano allungarsi in modo ottimale potendo contare su dislivelli di oltre quattrocento metri”. La paura che tutto questo avrebbe potuto inghiottire Lucoli bloccò l’iter: forti attacchi contro gli amministratori in carica, vennero accusati di ingenuità e di non essere all’altezza di un progetto tanto ambizioso. Fatto è che questo fa parte dei progetti rimasti nel cassetto.

Il Capoluogo vi racconta questa piana immensa avvolta dalle montagne in località Cento Monti, un paradiso naturale a un’ora di macchina da sei milioni di abitanti.

Un parco giochi in alta quota con grandissime potenzialità non sfruttate. “Complice del letargo di Lucoli la scelta politica di realizzare lo svincolo autostradale a Tornimparte e non a Santa Croce di Lucoli”- osserva un residente. I nostalgici di Lucoli ricordano ancora la battaglia portata avanti dall’amministrazione comunale senza efficacia per evitare la costruzione dell’autostrada “che ha asfaltato la montagna”.
In questi ultimi cinquant’anni molte attività hanno chiuso i battenti: due macellerie, diversi ristoranti e vari alimentari.
L’autostrada ha tagliato fuori questo bacino che costituiva a tutti gli effetti la microeconomia della zona.

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Questo è Campo Felice di Lucoli oggi, nulla a che vedere con quello più fortunato dell’altopiano delle Rocche.
Tutto Sport, il tre stelle icona della ricettività turistica, ha chiuso da poco.
Resta nei ricordi la grande piscina al coperto alcova verde dei turisti e degli sportivi.

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Senza servizi il turismo resta immobile. Questa estate la Gara nazionale dei Setter e Pointer si farà, ma con dei grandi limiti.

Località Cento Monti è intrappolata dai Sic (Siti di Importanza Comunitaria) imposti dall’Europa. C’è una specie rarissima di iguana palmata che va protetta, quindi l’allenamento dei cani che nella settimana di luglio prenderanno parte alla gara non si potrà svolgere in loco. Potranno sostare solo ed esclusivamente nella settimana della competizione. Questa scelta sposterà l’utenza altrove.

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Hotel Campo Felice, La vecchia miniera, Il rifugio Alantino, Il ginepro d’Abruzzo sono le strutture ricettive principali di Lucoli e Casamaina. Trecento posti letto in totale che non supporteranno l’arrivo delle cinquemila presenze previste in occasione della Gara dei Setter.

“Le strutture non ce la fanno a tirare avanti, i costi sono enormi a partire da quelli del riscaldamento”- ribadiscono all’unisono i titolari.

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A proposito di servizi manca un’area camper e seppur la si volesse la zona è protetta dai vincoli del Parco e dai Sic.

I parcheggi comunali sono rimasti chiusi, nel periodo invernale abbandonati o meglio inesistenti, nessuno si occupa di ripulirli dalla neve.

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Percorriamo la via che porta a Casamaina. Molte attività sono chiuse, dagli hotel ai negozietti del paese. C’è un unico camper che testimonia una labile traccia di turisti tedeschi.
Ma c’è chi resiste nonostante tutto e tutti.
Il Caseificio di Campo Felice, con due punti vendita a L’Aquila, uno a fianco alla produzione e la famosa casetta di legno aperta dal venerdì alla domenica nella piana di Campo Felice. Queste insieme al Forno di Lucoli sono le uniche attività produttive di trasformazione della zona.
“Spero che aumenti la presenza di turisti anche grazie a una stabilità amministrativa” – così il titolare del Caseificio.
A giugno il comune si rinnoverà: il sindaco Marrocchi a un anno dal suo mandato è stato sfiduciato dalla maggioranza.
Si è riproposto Walter Chiappini, che è già stato sindaco dal 2010 al 2015 e capeggia la lista Lucoli al centro. Chiappini sembra essere nelle grazie degli albergatori che sperano in una svolta e in un vero cambio di passo.  Questo dovrà vedersela con Simonetta De Felicis, funzionaria dello Stato in pensione, alla guida della lista Una rosa per Lucoli, composta interamente da donne.
C’è fermento in paese e gli occhi sono puntati tutti sui programmi elettorali: “Lucoli ha bisogno di rinnovamento”.

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