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San Demetrio, deturpato l’antico sentiero

Danni alle bellezze paesaggistiche e naturali durante la realizzazione di un elettrodotto, denunciati i responsabili.

I Carabinieri Forestali hanno scoperto deturpamenti e danni alle bellezze naturali nella zona del Lago Sinizzo. Denunciati i responsabili.

Danneggiata la vegetazione e divelte, con mezzi meccanici, le pietre di un antico sentiero a gradoni che portava all’antica fonte di acqua sorgiva. Danneggiamenti durante i lavori per un elettrodotto. L’episodio a San Demetrio de’ Vestini.

Deturpamento delle bellezze naturali a San Demetrio, i Carabinieri Forestali in azione.

I Carabinieri Forestali della Stazione di Fontecchio, nell’ambito dei controlli di realizzazione di un elettrodotto, hanno accertato, in area boschiva sottoposta a vincolo paesaggistico, consistenti movimenti di terra per l’installazione di pali di sostegno e tagli, sradicamenti e danneggiamenti di numerose essenze arbustive e arboree di alto fusto in assenza della prescritta autorizzazione. Si tratta di una linea elettrica che parte dall’abitato della frazione di San Giovanni e raggiunge l’area del Lago Sinizzo, interessando la località Valle Cupa e oltrepassando il corso d’acqua denominato “Fosso San Giovanni”. L’impresa incaricata, utilizzando, un mezzo escavatore per spostarsi all’interno della zona boschiva percorrendo un antico sentiero denominato “strada vicinale della fonte”, a valle della quale è collocata un’antica fonte di acqua sorgiva, realizzata in pietra, e una vasca di raccolta realizzata anch’essa in pietra per l’abbeveraggio degli animali, determinava, inoltre, il crollo di muretti a secco e l’eliminazione degli storici gradini in pietra.

L’area attraversata è sottoposta a vincolo paesaggistico, per la presenza del bosco e la distanza da acque pubbliche inferiore a 150 mt, mentre le architetture rurali sono di interesse storico ed etnoantropologico quali testimonianze dell’economia rurale tradizionale e costituiscono, pertanto, “beni culturali”. Da ulteriori accertamenti esperiti presso il MIBACT – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di L’Aquila, non è risultato alcun atto autorizzativo ai sensi della normativa vigente. I presunti responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, ai sensi dell’Art.734 del Codice Penale ( deturpamento di bellezze naturali) e art. 256 D. Lgs. n°152/2006 (abbandono di rifiuti).

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