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Gdo e mobbing, il caso di Luca

Luca lavora da anni nel supermercato, ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato: il rapporto con i colleghi di lavoro. Nessuno si avvicina a lui per scambiare qualche parola, nessuno si preoccupa, nemmeno il giorno in cui Luca ha perso il controllo.

Presunto caso di mobbing nella grande distribuzione. Tre giorni fa uno dei dipendenti Carrefour ha avuto un malore causato “dallo stato ansioso provocato da un lungo periodo di prevaricazione e isolamento sul luogo di lavoro”.

Si tratta del caporeparto in servizio nel Carrefour di via Vicentini. Cinquantadue anni, una moglie, due figli. Luca lavora da anni nel supermercato, ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato: il rapporto con i colleghi di lavoro. Nessuno si avvicina a lui per scambiare qualche parola, nessuno si preoccupa, nemmeno il giorno in cui Luca ha perso il controllo.
Il Capoluogo vi aveva raccontanto l’accaduto lo scorso venerdì.
Urla, pianti, contusioni causate da colpi volontari al cranio contro il pavimento.

“Uno stato d’ansia acuta con trauma cranico contusivo, in disturbo dell’adattamento da ambiente lavorativo”. Questo è quanto si legge nella diagnosi rilasciata dal pronto soccorso dell’ospedale di L’Aquila che ha conferito all’uomo, per il momento, dieci giorni di riposo.

“Tutto questo è accaduto per lo stato di prevaricazione e isolamento in cui l’uomo è stato sottoposto” – spiega, al Capoluogo in esclusiva Gabriella Giuliani, avvocato dell’uomo.

“Non si può continuare così, quando un adulto piange e si dispera in quel modo c’è qualcosa che non va. Il mio assistito prima dell’accaduto si era già rivolto allo sportello mobbing”.

La storia di Franco Eleuteri

Nel luglio 2017 un macellaio di Carrefour, anche lui caporeparto, si è suicidato dopo aver lasciato notizie del mobbing subito. Una lavoratrice, poco tempo dopo, fu ricoverata per un malore dovuto al forte stress, a questo seguì il licenziamento di Maurizio Panepucci, direttore del punto vendita di Via Vicentini.
Una serie di licenziamenti pretestuosi, discriminazioni dovute all’appartenenza sindacale, denunciate a fasi alterne prima da una sigla e poi da un’altra. Al supermercato Carrefour dell’Aquila da allora c’è grande tensione.

22 luglio 2017: L’intervista a Marina Alberti, moglie del macellaio suicida. [https://www.ilcapoluogo.it/2017/07/22/carrefour-lazienda-ha-ucciso-ancora/]

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