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L’Aquila ‘non è un paese per bambini’

Il rapporto di Save The Children sulla povertà educativa in Abruzzo. A L'Aquila bambini ancora senza spazi educativi e ricreativi.

L’allarme di Save the Children, Italia paese vietato ai minori. L’Aquila tra i luoghi simbolo: «A 9 anni dal terremoto bambini e ragazzi sono ancora privati di spazi educativi e ricreativi».

Save the Children rilancia la campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa e avvia la petizione on line su www.illuminiamoilfuturo.it per chiedere il recupero di tanti spazi pubblici in stato di abbandono e degrado su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini.  Alla petizione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, si legano i 10 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia, tra cui L’Aquila, dove a 9 anni dal terremoto bambini e ragazzi sono ancora privati di spazi educativi e ricreativi. Dal 14 maggio, anche in Abruzzo, al via una settimana di mobilitazione con tanti eventi e iniziative che coinvolgono realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali.

Bambini a riscio povertà educativa, la situazione in Italia e in Abruzzo.

«L’Italia – sottolinea Save the Children – è un Paese vietato ai minori, dove quasi 1 milione e trecentomila bambini e ragazzi – il 12,5% del totale, più di 1 su 10 – vivono in povertà assoluta. In questo contesto difficile per i giovani, l’Abruzzo si colloca al sesto posto nella triste classifica stilata sulla base dell’indice di povertà educativa, contenuto nel nuovo rapporto “Nuotare contro corrente. Povertà educativa e resilienza in Italia”, diffuso da Save the Children in occasione del lancio della campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa.

Nella regione la metà dei ragazzi non legge un libro, 1 su 4 non usa internet, 9 bambini su 10 non frequentano asili nido e 6 su 10 non usufruiscono della mensa.

Dal rapporto di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro – emerge che il nostro è un Paese dove i minori non riescono a emanciparsi dalle condizioni di disagio delle loro famiglie e non hanno opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturali, sebbene siano moltissimi i luoghi abbandonati e inutilizzati che potrebbero invece essere restituiti ai bambini per favorire l’attivazione di percorsi di resilienza, grazie ai quali potrebbero di fatto raddoppiare la possibilità di migliorare le proprie competenze. Un Paese dove i quindicenni che vivono in famiglie disagiate hanno quasi 5 volte in più la probabilità di non superare il livello minimo di competenze sia in matematica che in lettura rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie più benestanti (24% contro 5%). Tuttavia, tra questi minori, spicca una quota di “resilienti”, ragazzi e ragazze che raggiungono ottimi livelli di apprendimento anche provenendo da famiglie in gravi condizioni di disagio. L’Italia, tra i Paesi europei, risulta quello dove i processi di resilienza sono meno sviluppati e tra le regioni italiane l’Abruzzo ha il 23% di minori resilienti di 15 anni, che provengono da famiglie svantaggiate dal punto di vista socio-economico, ovvero che riescono a superare ostacoli e difficoltà e a raggiungere le competenze minime sia in matematica sia in lettura. Percentuale in linea con quella nazionale, la migliore tra le regioni del Sud, ma la metà della virtuosa Lombardia (46%).

La petizione online.

In occasione del rilancio della campagna Illuminiamo il futuro – giunta al suo quinto anno e attiva dal 12 maggio – Save the Children lancia oggi una petizione on line – disponibile su www.illuminamoilfuturo.it – per chiedere che tutti gli spazi abbandonati, spesso lasciati nel completo degrado, vengano restituiti ai bambini e siano dedicati ad attività sportive, educative e culturali gratuite. La mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, è associata ai 10 luoghi vietati ai minori in Italia, individuati dall’Organizzazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti spazi sottratti ai minori nel nostro Paese. Tra questi L’Aquila, la città simbolo vietata ai minori – ma anche agli adulti – che a nove anni dal terremoto vede ancora i bambini e i ragazzi privati della possibilità di tornare a studiare nelle loro scuole e degli spazi educativi e ricreativi di cui hanno bisogno.

Nell’ambito della campagna, inoltre, a partire dal 14 maggio è prevista una settimana di mobilitazione, con centinaia di eventi e iniziative in tutto il Paese, da nord a sud, in cui saranno coinvolte moltissime realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali che anche quest’anno hanno scelto di essere al fianco di Save the Children per sensibilizzare e informare sul tema del contrasto alla povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi e sull’importanza di attivare comunità educanti.  Numerose le iniziative che si terranno anche in Abruzzo, tra cui ‘Una biblioteca per il Punto Luce’, l’attivazione di uno spazio raccolta e scambio libri a Centi Colella a L’Aquila il 19 maggio a ‘Ohana’ sempre a L’Aquila il 19 maggio, giornata di festa e sensibilizzazione sul tema della povertà educativa, tanto per citarne alcune. L’elenco di tutte le manifestazioni è sul sito www.illuminiamoilfuturo.it.

La povertà educativa in Abruzzo.

Nel nostro Paese – secondo i dati del rapporto di Save the Children – 1 ragazzo di 15 anni su 5 non raggiunge le competenze minime in lettura e in matematica; quasi il 14% dei ragazzi abbandona gli studi prima del tempo (l’Abruzzo con il 12% è sotto la media nazionale); appena 1 bambino su 10 frequenta l’asilo nido o un servizio per la prima infanzia (l’87% a livello nazionale non va al nido, quasi il 90% in Abruzzo); circa la metà degli alunni (49%) non usufruisce della mensa a scuola (che sale al 60% in Abruzzo), il tempo pieno è assente da quasi 7 classi su 10 delle scuole primarie (66% a livello nazionale, quasi 84% in Abruzzo) e da quasi 9 scuole secondarie su 10 (85% in Italia, 88% in Abruzzo).

Per quanto riguarda la partecipazione dei minori alle attività culturali e ricreative, l’IPE ci dice che più della metà dei ragazzi in Italia (52,8%) non legge libri (esattamente la stessa percentuale che si registra in Abruzzo); quasi il 43% non fa sport, in linea con il valore abruzzese del 41,5%, e quasi 1 su 3, 29%, non naviga su internet (1 su 4 in Abruzzo). E, ancora, quasi 7 su 10 non vanno a teatro o non visitano siti archeologici (69% a livello nazionale, 71% in Abruzzo); quasi 8 su 10 (77% in Italia, 75% in Abruzzo) non vanno a concerti e più della metà (55%) non visita mostre o musei (61% in Abruzzo). Dati che, a livello regionale, confermano come le regioni in cima alla classifica IPE siano anche quelle dove l’offerta di attività culturali e ricreative sia più bassa.

Nuotare contro corrente: bambini e ragazzi resilienti.

Oggi, in Italia, il 23% degli alunni di 15 anni non raggiunge i livelli minimi di competenze in matematica, ovvero non è in grado di utilizzare dati e formule per comprendere la realtà esterna, mentre il 21% non riesce a interpretare correttamente il significato di un testo appena letto, non raggiungendo pertanto le competenze minime in lettura. Nella maggior parte dei casi, come emerge dal rapporto “Nuotare contro corrente”, si tratta di ragazzi che vivono in contesti svantaggiati. I minori che vivono in famiglie con un più basso livello socio-economico e culturale (pari a 34.000 ragazzi che rappresentano il 25% del totale degli alunni 15enni iscritti a scuola nel 2015) hanno infatti quasi 5 volte in più la probabilità di non raggiungere le competenze minime sia in matematica che in lettura rispetto ai coetanei che provengono dalle famiglie più agiate (24% contro 5%).

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