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Autismo, la battaglia per i diritti negati

In tribunale per assicurare la presa in carico dei ragazzi autistici: la via legale non può essere la normalità. Conferenza stampa dell'associazione Autismo Abruzzo Onlus.

Autismo e diritto all’assistenza, la legge c’è ma non viene applicata puntualmente. Sei ricorsi già vinti dall’associazione Autismo Abruzzo Onlus contro le Asl.

Teramo, Chieti, Vasto, la giurisprudenza si esprime ormai univocamente sull’obbligo di legge di assicurare l’erogazione delle prestazioni sanitarie finalizzate al recupero dei soggetti affetti da autismo e/o altre criticità psicofisiche; nonostante questo, le Asl sembrano voler sentirselo ripetere caso per caso, spesso opponendosi. E perdendo cause e soldi che potrebbero essere spesi diversamente, magari per la stessa assistenza ai disabili. Questo il quadro desolante emerso questa mattina durante la conferenza stampa convocata dall’associazione Autismo Abruzzo Onlus; presenti il presidente Dario Verzulli, il socio fondatore Serafino Simoni, Giovanni Cappelli, volontario, e Giovanni Legnini, avvocato di riferimento della stessa associazione.

Autismo, in Tribunale per il diritto all’assistenza.

È di pochi giorni fa l’ordinanza del Tribunale di Vasto che, in seduta collegiale, obbliga la Asl n°2 a provvedere all’erogazione del trattamento riabilitativo ex art, 26 L. 883/78, e a sostenere le relative spese, sia per quanto riguarda la permanenza in strutture riabilitative che per la terapia domiciliare a seguito, dopo che la Asl si era opposta alla presa in carico di alcuni minori. Una “ovvietà” che costa alle casse della Asl, quindi dei contribuenti, oltre 8mila euro, tra compensi professionali, rimborsi e spese varie. Una cifra che la stessa Asl magari avrebbe potuto utilizzare diversamente.

Come spiegato da presidente Verzulli, la Asl aveva preso in carico solo 2 (e parzialmente) dei 4 minori bisognosi di assistenza, senza che il legale dell’ente sapesse giustificare i criteri di scelta, in pratica una «vera e propria discriminazione» come sottolineato dall’associazione Autismo Abruzzo Onlus, che con l’avvocato Legnini ha affiancato la famiglia in tribunale. Non si tratta di un caso isolato; la stessa associazione ha già seguito e vinto altri 6 procedimenti del genere, davanti ai tribunali di Chieti, Teramo e Vasto. «Il nostro auspicio – ha sottolineato il presidente Verzulli – è che la nostra azione stimoli le Asl e la Regione affinché quanto previsto dalla legge si applichi regolarmente, senza che debbano intervenire i tribunali. Invitiamo le famiglie a contattarci, perché la prima tutela è rappresentata dalla condivisione delle informazioni. Spesso le famiglie con ragazzi autistici si ritrovano senza punti di riferimento e non riescono a far valere i propri diritti, come riusciamo a fare anche grazie al nostro legale, l’avvocato Giovanni Legnini, che presta la sua professionalità a titolo totalmente gratuito».

Legnini: «Non è il cittadino che si deve adeguare alle casse dell’ente, ma il contrario».

«La Corte Costituzionale – ha spiegato l’avvocato Legnini – ha ribadito che non sono i cittadini che devono adeguarsi ai bilanci delle amministrazioni, ma al contrario gli enti – attraverso i propri bilanci – devono adeguarsi alle esigenze dei cittadini. Se la Asl ha 150 ragazzi che devono essere presi in carico, comprerà qualche macchina in meno e magari eviterà spese legali inutili, ma deve assicurargli l’assistenza. Non è possibile che chi ha in casa problematiche di questo tipo debba rivolgersi ai tribunali per far valere i propri diritti».

Autismo e difficoltà delle famiglie: «Se non siete coinvolti, non potete capire».

«Un ragazzo autistico ha bisogno di assistenza 24 ore su 24; inutile che tenti di spiegarvi, se non lo provate sulla vostra pelle non potete capire». Così il socio fondatore di Autismo Abruzzo Onlus, Serafino Simoni che ha sottolineato: «Quando c’è un ragazzo autistico in famiglia, spesso le coppie si separano, i padri se ne vanno perhé non riescono a reggere la pressione e l’mpegno. Ci sono dei casi, fortunatamente non in Abruzzo, in cui si arriva perfino all’omicidio-suicidio. Non si può negare assistenza a queste famiglie, la strada dei tribunali non può essere la normalità».

Cappelli: «Aiutateci a diffondere le informazioni».

In chiusura è stato il volontario Giovanni Cappelli a spiegare l’obiettivo della conferenza stampa: «Non staremo certo qui a convocare conferenze stampa per ogni ricorso che vinciamo, ma vogliamo che ci aiutate a condividere queste informazioni che gli enti non danno. I diritti ci sono e bisogna varli valere. Speriamo sempre meno attraverso i tribunali e sempre più in via ordinaria».

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