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Regione, salta un altro Consiglio

Regione, rinviata la discussione sull’incompatibilità di D’Alfonso.

Dopo l’ultimo Consiglio regionale, interrotto per gli impegni romani di Luciano D’Alfonso, doveva riunirsi di nuovo oggi l’Assemblea. Ma ulteriori impegni del presidente-senatore hanno fatto saltare anche questa riunione.

Tra i vari punti all’ordine del giorno del Consiglio regionale che doveva tenersi questa mattina, quello della comunicazione della Giunta per le elezioni relativamente alla questione incompatibilità del presidente D’Alfonso, eletto a Palazzo Madama. La Giunta, di fatto, ha deciso di non decidere, demandando alla Giunta del Senato ogni “responsabilità”. La comunicazione di oggi, quindi, avrebbe vivacizzato non poco un Consiglio regionale che però è saltato. Come per parte dell’ultimo Consiglio, però, l’assemblea è saltata per impegni romani dello stesso presidente. D’Altra parte la presenza di D’Alfonso in Consiglio è indispensabile per i numeri risicati della maggioranza, che Lolli non riesce ancora a ricomporre con numeri che darebbero tranquillità all’attività di governo, attraverso un rimpasto di Giunta piuttosto complesso. I tavoli di lavoro, infatti, dovrebbero essere chiusi, ma il rimpasto non è stato ancora formalizzato.

L’ira del M5S: «Una Regione intera è paralizzata».

«Di nuovo lavori bloccati in Regione Abruzzo, si rinvia un Consiglio già convocato senza neanche sentire la conferenza dei capigruppo e solo per agevolare l’agenda personale dell’incompatibile Presidente/Senatore D’Alfonso. E gli abruzzesi devono aspettare». Così i consiglieri regionali Sara Marcozzi, Gianluca Ranieri, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Riccardo Mercante, che aggiungono: «Una Regione intera è paralizzata con la connivenza di una maggioranza che guarda sempre più al proprio orticello e non al benessere dell’Abruzzo. Quello che sta accadendo in questa Regione è un caso unico in Italia. Siamo sicuri che gli abruzzesi meritino di meglio e faremo tutto quanto nelle nostre possibilità, tutto quanto la legge ci consente, per ridare all’Abruzzo la dignità persa negli ultimi 10 anni».

Non mancherebbero, comunque, imbarazzi all’interno della stessa maggioranza. Se il Pd difende a spada tratta il presidente dagli attacchi dell’opposizione, gli alleati e lo stesso vicepresidente Lolli cominciano a dare segni d’insofferenza. D’Altra parte il “superamento” dell’era D’Alfonso per il resto della legislatura auspicato dagli alleati del Pd risulta poco credibile se continuano a ripetersi tali dinamiche.

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