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Avezzano, un rimpasto non basta

Salta il Consiglio comunale per mancanza di numero legale, De Angelis costretto ad affrettare i tempi per il nuovo rimpasto.

Prosegue il confronto tra il sindaco Gabriele De Angelis e le forze politiche della nuova maggioranza alla ricerca di un equilibrio stabile.

Non è bastato il rimpasto di Giunta con l’ingresso di esponenti leghisti e dell’Udc a dare stabilità alla nuova maggioranza determinata dalla sentenza del Consiglio di Stato sull’anatra zoppa. Dopo il primo rimpasto, infatti, malumori dal mondo civico – che non hanno apprezzato la “svolta a destra” dell’amministrazione – stanno costringendo il primo cittadino di Avezzano ad un’ulteriore rimodulazione delle deleghe.

Avezzano, Consiglio saltato e nuovo rimpasto all’orizzonte per il sindaco De Angelis.

Superato lo scoglio politico relativo al coinvolgimento nell’amministrazione delle forze di Lega e Udc, il prossimo passo per il sindaco Gabriele De Angelis sarà quello volto a calmare le acque sul fronte civico, in agitazione dopo il primo rimpasto. Il nuovo accordo dovrebbe prevedere l’ingresso in Giunta di due esponenti degli “scontenti”, ma occorrerà il sacrificio da parte di qualcuno. Insomma, situazione delicata per il sindaco De Angelis, alle prese con delicati equilibri interni da risolvere prima dell’estate. Se in un primo momento il sindaco aveva rimandato a luglio ogni discussione su un nuovo rimpasto, infatti, i malumori provenienti dal mondo civico hanno costretto lo stesso primo cittadino ad affrettare i tempi. Un segnale importante, in questo senso, è arrivato durante l’ultimo Consiglio comunale, saltato per mancanza del numero legale. «C’erano degli argomenti importanti in discussione, – ha sottolineato il sindaco per l’occasione – avevo fatto un appello al senso di responsabilità, cercando di lasciare da parte qualche malinteso politico a favore della città. Pensavo che l’appello sarebbe stato raccolto, ma così non è stato. C’è amarezza da parte di tutti noi, perché oggi doveva essere un momento importante di confronto, così non è stato e ci dispiace».

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