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I tentacoli di Mafia e ‘ndrangheta sull’Abruzzo

Una “Isola felice” da spartirsi tra mafia e ‘ndrangheta, così è visto l’Abruzzo dalle organizzazioni criminali che tentano di infiltrarsi nel tessuto economico e sociale locale. La relazione semestrale della DIA al Parlamento.

Dall’operazione Adriatico a quella denominata Isola felice, le operazioni antimafia che hanno certificato l’attenzione delle organizzazioni criminali sull’Abruzzo. Non è una novità, ma stavolta c’è il “salto di qualità”: accordo mafia e ‘ndrangheta per spartirsi i territori.

Dallo spaccio ai tentativi di infiltrarsi nella ricostruzione, l’accordo tra mafia e ‘ndrangheta per spartirsi l’Abruzzo.

Già da diverso tempo la Direzione Investigativa Antimafia aveva acceso i riflettori sui tentativi delle organizzazioni criminali di infiltrarsi in Abruzzo, terra “vergine”, ma geograficamente prossima e appetibile. Dopo l’arresto di Cozzolino, che aveva costruito la propria base logistica in un piccolo paesino nel sud dell’Abruzzo, le ulteriori indagini e operazioni seguite – tra cui appunto quella denominata Isola Felice – hanno fatto emergere inquietanti tentativi da parte delle organizzazioni criminali di dividersi il territorio, soprattutto per quanto riguarda il traffico degli stupefacenti. In particolare, sarebbe la cosca dei Ferrazzo, riemersa con forza proprio dopo l’arresto di Cozzolino, e il clan Marchese di Messina ad avere avuto interessi a gestire “pacificamente” gli affari in Abruzzo. Il sospetto, però, è che le organizzazioni criminali volessero infiltrarsi per occupare spazi anche nell’ambito della ricostruzione post sisma. L’attenzione della DIA in Abruzzo rimane quindi alta.

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