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Incompatibilità, la Giunta se ne lava le mani

Il 3 maggio si terrà il Consiglio regionale con la discussione sull'incompatibilità di D'Alfonso. La Giunta per le elezioni ha demandato la questione all'intera assemblea. Alla fine deciderà il Senato.

La Giunta per le elezioni decide di non decidere sull’incompatibilità di Luciano D’Alfonso dopo l’elezione in Senato. Opposizioni sul piede di guerra: «Prepotenza istituzionale».

«In occasione della Giunta per le elezioni, chiamata a valutare la posizione del Presidente Luciano D’Alfonso, recentemente eletto senatore, si è preso atto del contenuto della nota fatta pervenire all’attenzione della Giunta dal senatore D’Alfonso con la quale ha rappresentato il proprio diritto/facoltà di optare per una delle due cariche elettive nei termini previsti dal regolamento del Senato. La maggioranza dei capigruppo consiliari ha deliberato di demandare all’intero Consiglio regionale (che si riunirà il 3 maggio, ndr), ai sensi dell’articolo 20 comma 4 del regolamento interno di funzionamento del Consiglio, la decisione sul procedere o meno alla contestazione dell’incompatibilità. Si è ritenuto, infatti, che debba essere il plenum dell’aula a valutare se le condizioni di incompatibilità vengano ad esistere giuridicamente a seguito della proclamazione ovvero a seguito dell’avvenuta convalida dello stesso senatore nella carica, che avverrà ad opera della Giunta per le elezioni del Senato». È quanto dichiarano in una nota i consiglieri regionali e capigruppo presenti all’incontro, Sandro Mariani, Lucrezio Paolini, Maurizio Di Nicola e Lorenzo Berardinetti.

Incompatibilità, il M5S: «Prepotenza istituzionale».

Per i consiglieri del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi, Pietro Smargiassi, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Riccardo Mercante, si tratta di “un atteggiamento di prepotenza istituzionale paradossale e in spregio della democrazia. […] Un atto di equilibrismo istituzionale che vede conniventi tutti i capigruppo di maggioranza: Sandro Mariani, Maurizio Di Nicola, Lorenzo Berardinetti e Lucrezio Paolini. Astenuti il presidente del Consiglio Di Pangrazio e Mario Olivieri. Ancora una volta la maggioranza pone la carriera politica del presidente D’Alfonso davanti agli interessi della comunità abruzzese.

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