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Di Matteo ‘sfrattato’ dal suo ufficio

L’assessore dimissionario Di Matteo arriva in ufficio, ma lo trova chiuso a chiave: «Io sfrattato dal proprietario della Regione».

Momenti di concitazione questa mattina a Pescara, dove l’assessore dimissionario Donato Di Matteo ha minacciato di chiamare i carabinieri, dopo aver trovato il suo ufficio nella sede del Consiglio regionale chiuso a chiave: «Questa brutta sorpresa rasenta il reato di sequestro di atti personali».

Di Matteo “sfrattato”, l’intervento del personale di segreteria evita il peggio.

La fibrillazione in Regione è rientrata nel momento in cui personale della segreteria di D’Alfonso ha riaperto l’ufficio. Questo però non è bastato a rasserenare completamente gli animi: «Quanto accaduto questa mattina è grave. Sono stato sfrattato dal proprietario della Regione, lui ha concepito questo ente come sua proprietà. Da domani continuerò a fare quello che ho fatto fino a oggi per quattro anni e lavorerò affinché nel centrosinistra si avvii una fase diversa, spero che D’Alfonso capisca di doversi mettere da parte. Il mio prossimo atto sarà votare la decadenza di D’Alfonso che non può giocare con le istituzioni. Non doveva candidarsi al Senato perché era presidente della Regione. Ha voluto fare questo e adesso deve scegliere se fare il senatore o il presidente della Giunta regionale».

Una brutta notizia anche per Giovanni Lolli che sta lavorando al rimpasto di Giunta e forse contava di recuperare almeno Di Matteo.

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