Regione, Paolucci sotto attacco

Il rapporto tra Silvio Paolucci e gli alleati, tra attacchi e possibili convergenze l'orizzonte del rimpasto di Giunta.

Dall’assessore Sclocco al dimissionario Di Matteo, fino al consigliere Olivieri, tutti contro Silvio Paolucci, “simbolo” del Pd.

Fuoco amico dall’interno della maggioranza (e dai suoi margini) su Silvio Paolucci, probabilmente identificato con quel Pd da far dimenticare, dopo l’esito delle politiche del 4 marzo.

Paolucci: «In politica è normale tentare di occupare spazi».

Non si scompone l’assessore Paolucci per i ripetuti attacchi dall’interno della maggioranza e ai microfoni del Capoluogo.it spiega: «In politica, le forze e le individualità marcano ed occupano uno spazio. È normale. Sia per opportunità, sia cogliendo elementi e spunti di riflessione utili. Avviene da noi, ma anche altrove, basta leggere in filigrana gli interventi di Di Battista che non mi pare agevolino Di Maio, o quello che sta avvenendo tra Lega e Forza Italia. Alla fine io rilevo che il centrosinistra sta cercando di rafforzarsi allargando da un lato l’alleanza (si veda il contributo di D’Ignazio e della sua forza politica) e dall’altro costituendo un percorso di contenuti di fine mandato sotto la regia di Lolli».

Il rimpasto difficile: «Il criterio di riferimento sarà il programma».

Per quanto riguarda gli equilibri interni alla maggioranza, la patata bollente sarà gestita dal vicepresidente Lolli che, come spiega Paolucci «sta costruendo l’assetto politico, il programma di fine mandato e l’organigramma di Giunta. Il mio contributo alla coalizione e al suo lavoro è totale. Credo che giustamente lui stia dapprima definendo i punti di fine mandato anche molto rilevanti: sanità, sociale, lavoro, fondi europei – a proposito oggi (ieri, ndr) abbiamo concluso l’opera di riallineamento di conti dopo decenni – e poi, subito dopo, chiuderà l’assetto di Giunta. Ritengo che il criterio di riferimento sarà, dopo il programma, la garanzia dell’assetto politico di maggioranza che assicura maggiore solidità. Ma a prescindere da questo, mi convince l’idea di voler impegnare tutti i consiglieri».

La legge elettorale e il nodo della doppia preferenza.

Dopo il botta e risposta degli ultimi giorni, su un punto gli assessori Marinella Sclocco e Silvio Paolucci sembrano d’accordo: la necessità di una legge elettorale allineata alle disposizioni sulla doppia preferenza. Se l’assessore Sclocco aveva fatto della questione punto fondamentale per la sua permanenza in Giunta, anche Paolucci si era espresso a favore, annunciando l’attivazione di un tavolo di lavoro. «La preferenza di genere – conferma Paolucci – va inserita, a prescindere da ogni altra valutazione». Una convergenza non da poco, considerato il clima generale.

Sanità e lo scontro con Olivieri.

Critiche anche dal consigliere di Abruzzo Civico, Mario Olivieri, non nuovo ad attacchi soprattutto sulla gestione della Sanità nel Vastese. Le ultime arrivano con la richiesta di dimissioni per la chiusura del reparto di Gastroenterologia dell’ospedale di Vasto: «Cosa dovrà succedere ancora per fare sì che l’assessore Paolucci, ormai da tempo non più credibile e chiaramente rivelatosi incapace di gestire un settore così delicato per la nostra Regione, basti vedere i risultati elettorali del Pd alle recenti politiche, prenda atto della sua inadeguatezza e si dimetta da un incarico che ha portato solo danni alla sanità del vastese, e non solo?».

«Sono consapevole – spiega a riguardo Paolucci – che c’è ancora molto da fare e in questo l’assessorato è costantemente impegnato, nello stesso tempo però va sottolineato che in questi 46 mesi (di cui appena 18 dalla fine del commissariamento) l’ospedale di Vasto ad oggi è Dea di primo livello (un passaggio per nulla scontato), con l’attivazione di lungodegenza, day surgery, day hospital, stroke unit per l’ictus e da ultimo l’Osservazione breve. Il governo regionale ha salvato anche geriatria e ha semplicemente trasformato da Uoc a Uosd una unità. Inoltre sono in fase di espletamento le procedure per attivare la gara per la realizzazione della sala di radiologia interventistica. Noi abbiamo aggiunto tutti questi servizi. E non abbiamo tolto nulla. Questi sono fatti oggettivi. Le polemiche le lascio ad altri. Rilevo che è la prima volta che sulla Sanità un Governo regionale non viene interessato da procedure di altro tipo, che vi è un assessorato stabile da quasi 4 anni e che sui Lea siamo arrivati a 189».