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Olivicoltura, il Caolino contro la mosca olearia

Tre giovani piemontesi propongono una nuova formulazione per la mosca dell’olivo.

L’utilizzo del caolino è una pratica conosciuta da anni, ma il formulato classico ha caratteristiche fisiche che ne rendono difficile l’applicazione

La natura, si sa, detta le proprie regole e quando si parla di olivicoltura non è da meno.

Il biennio 2014/2015 è stato caratterizzato da ingenti perdite nella produzione italiana di olive, con cali che sono arrivati fino all’80%. Il 2016 non ha conosciuto miglioramenti e, seppur nel 2017 è stato registrato qualche piccolo aumento, le promesse per il futuro sono tutto fuorché rosee.

Climi aridi e precipitazioni scarse hanno pesantemente influito sulla resa.

Non è stata da meno la Mosca olearia, l’elemento più pericoloso per l’olivicoltura. Questo insetto, infatti, si nutre del frutto, minando i raccolti e compromettendo la qualità dell’olio che risulta acido e sgradevole.

I diversi rimedi biologici, biotecnologici e chimici con i quali si è cercato di far fronte all’infestazione, nel migliore dei risultati hanno limitato i danni senza però intervenire radicalmente sul problema e il dibattito sul metodo più efficace e meno invasivo per intervenire resta ancora aperto.

Di fronte a questo confuso scenario, tre giovani ragazzi della provincia di Cuneo hanno dimostrato di avere le idee molto chiare.

Dopo aver finito gli studi e aver maturato una buona esperienza lavorativa nel settore, hanno cominciato a specializzarsi nella ricerca di nuove formulazioni per migliorare le tecniche colturali in agricoltura.

Nel 2017 la loro società, la Gobafert, ha presentato un’innovativa soluzione al problema della mosca dell’olivo: il Gobawhite. Si tratta della rielaborazione in chiave contemporanea di un metodo tradizionale basato sull’uso del caolino.

Nel dettaglio, il Gobawhite è una sospensione particolare a base di Caolino che, pur mantenendone inalterate tutte le proprietà intrinseche di questo, garantisce una maggiore adesività e durata del trattamento, rende più agevole la preparazione, la miscibilità e la distribuzione finale del prodotto, rispetto alla tradizionale formula in polvere.

«Ci siamo chiesti quali fossero i difetti della formulazione classica e i disagi nell’utilizzo riscontrati dagli agricoltori – spiega Silvio Gonella, responsabile tecnico della Gobafert –, così abbiamo cercato un formulato più pratico, più sicuro, che garantisse, al tempo stesso, una giusta efficacia».

Il prodotto, una delle risposte più recenti alla piaga della mosca olearia, è totalmente in regola con tutte le normative vigenti in materia e costituisce un fulgido esempio di come le nuove generazioni sappiano accogliere i metodi e le tecniche di lavorazione dei loro avi senza limitarsi a utilizzarle acriticamente.

Il Gobawhite alternato o miscelato con altri principi attivi, permette di ridurre i danni della mosca e di ridurne gli effetti dannosi, garantendo all’agricoltore una scelta, vista la totale eco-compatibilità del prodotto, che di quella natura le regole sa pienamente rispettare.

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