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No restituzione tasse, il 16 la manifestazione foto

Summit in Regione oggi per dire NO alla restituzione delle tasse da parte delle aziende del cratere.

350 cartelle esattoriali inviate ad aziende che hanno avuto agevolazioni fiscali con l’intimazione di pagamenti milionari entro 30 giorni sono arrivate infatti ad aziende dell’Aquila che dopo il sisma del 2009 hanno goduto della sospensione del versamento delle tasse.

La riunione di oggi presso la sede della Giunta regionale all’Aquila, a cui hanno partecipato i rappresentanti politici e le categorie, e preliminare alla mobilitazione, era decisiva per la sorte del nostro territorio.

Un incontro animato e partecipato nel corso del quale sono state avanzate proposte e iniziative.

Il Comune si sta muovendo insieme alle altre forze politiche e istituzionali. Il Sindaco Pierluigi Biondi ha inviato una lettera al commissario UE in cui si ribadisce che gli aiuti di cui si parla non sono aiuti di Stato e in cui si chiede che la soglia del regime de minimis rappresenti una franchigia e non un onere intollerabile.

 

Le proposte più efficaci emerse durante l’incontro secondo la parlamentare Stefania Pezzopane sono:

«Un’azione energica ed unitaria nei confronti del Governo per poter bloccare con un decreto la procedura di restituzione. Fino al 16 è bene organizzare un calendario di eventi per tenere alta l’attenzione, coinvolgendo categorie, cittadini e studenti per arrivare a una mobilitazione generale non solo del cratere. Le aziende che sono nel cratere non sono infatti solo aquilane. Ho proposto inoltre di coinvolgere i Presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati

Secondo Giovanni Lolli occorre far sentire la propria voce. Bisogna far sospendere le riscossioni.

Auspicabile in questa circostanza che tutti i partiti e le coalizioni facciano squadra di fronte a problemi concreti. Questo il pensiero di Antonio Martino che aggiunge:

«In queste riunioni è necessario evitare dibattito politico per trovare unità e rispondere alle aziende del territorio con concretezza. Rispondere in maniera unitaria si può e il Governo deve dialogare con la Comunità Europea e chiedere una sospensione nell’attesa che si formi il nuovo Governo.»

«Questo Governo deve affrontare subito la questione, non il prossimo – gli fa eco Primo Di Nicola -. Il Governo si deve impegnare a sospendere l’attività di riscossione tasse e ad aprire dialogo con l’Europa.»

In effetti l’interlocuzione del Governo con l’Unione Europea è necessaria per evitare che i soggetti più deboli sul mercato vengano sacrificati al mercato comunitario.

 

Il temporary framework

 

«Questo provvedimento è stato preso per difendere il mercato ma paradossalmente rischia di espellere dallo stesso i suoi protagonisti più deboli.» queste le parole del senatore Gaetano Quagliariello.

«Il Governo potrebbe applicare la misura del temporary framework per alzare il de minimis a 500mila euro: questo risolverebbe gran parte dei contenziosi perché la maggior parte delle cartelle è al di sotto di questo limite – prosegue Quagliariello -. L’interpretazione restrittiva da parte della Comunità europea è contenuta non nel provvedimento ma in una nota, ritengo che il Governo ha il margine per poter fornire un’altra interpretazione, che non sia restrittiva. Me lo auguro affinché un atto di solidarietà nazionale nei confronti di un territorio in difficoltà non venga vanificato.»

 

Grande attesa dunque per la manifestazione del 16 aprile, atta a mobilitare tutto il territorio. Punta sulla sospensione dei termini e sulla manifestazione anche l’onorevole Luigi D’Eramo.

«Richiedere il 60% delle tasse alle imprese per gli anni 2009, 2010, 2011 sarebbe un colpo finale a una ripresa economica e a un tessuto sociale ed economico che non possono affrontare un simile esito. Il tecnicismo dell’Europa non può prevalere sulle necessità dei cittadini: la politica deve riprendere in mano il timone della gestione dei propri territori. Questo è il messaggio della manifestazione del 16. La sospensione dei termini è vitale per questo territorio. Se le imprese si trovassero di colpo in situazioni debitorie a causa delle tasse, le stesse non potrebbero più partecipare a gare pubbliche, non avrebbero DURC in regola, insomma sarebbe uno scenario drammatico per L’Aquila.»

 

«È irreale l’accanimento fiscale sull’economia abruzzese provocato a quattro mani dal governo sotto dettatura della comunità europea» ha concluso Gianfranco Rotondi sul caso delle cartelle fiscali al tavolo regionale.