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L’Aquila: restituzione tasse, summit in Regione

Un unico coro sulla restituzione delle tasse. Dall'interpellanza in Senato al summit in Regione. Una lotta contro le cartelle esattoriali inviate a 350 imprenditori del cratere.

Un unico coro sulla restituzione delle tasse. Mercoledì 4 aprile un summit in Regione.

350 cartelle esattoriali inviate ad aziende che hanno avuto agevolazioni fiscali: sembra uno scherzo del destino che si propone a nove anni dal terremoto che ha messo in ginocchio la città anche dal punto di vista economico. E potrebbe accadere di nuovo.
Le cartelle esattoriali con l’intimazione di pagamenti milionari entro 30 giorni sono arrivate ad aziende dell’Aquila che dopo il sisma del 2009 hanno goduto della sospensione del versamento delle tasse.

Gli “aiuti illegali” così definiti dall’UE minacciano l’economia del territorio

La Commissione Europea, lo ricorderete, già nel 2015 aveva dichiarato illegali quegli aiuti per mancato rispetto degli obblighi di notifica da parte del governo italiano, imponendo a Roma di recuperare i soldi.

Il commissario straordinario incaricato dalla presidenza del Consiglio Margherita Maria Calabrò, direttore regionale Abruzzo dell’Agenzia delle entrate, ha avviato l’iter. Arriva un ricorso al Tar contro la nomina del commissario con udienza fissata a L’Aquila il 18 aprile.

La mobilitazione

Dal sindaco Pierluigi Biondi fino al vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli del Pd che per domani ha convocato un summit «con i soggetti interessati per definire le urgenti azioni di mobilitazione istituzionale, giuridica e politica necessarie a contrastare le attività avviate».

«La riunione di domani presso la sede della Giunta regionale all’Aquila sulla questione della restituzione delle tasse, a cui parteciperanno i rappresentanti politici e le categorie, è decisiva per la sorte del nostro territorio. Domani parte la mobilitazione. A nove anni da quella terribile notte oggi possiamo dire di avere fatto importanti passi in avanti, grazie all’impegno e alla coesione di cui L’Aquila e gli aquilani sono stati capaci. Lo dichiara la deputata democratica Stefania Pezzopane.

L’Aquila su Report

«Il servizio su L’Aquila a Report su Rai 3 – prosegue – che attribuisce ad alcune scelte forti la missione di emblema di una buona ricostruzione anche economica, ci gratifica per i grandi sforzi fatti per dare un futuro nuovo ai territori colpiti nel 2009. Molto rimane da fare, ne siamo tutti coscienti. Per questo l’assurda richiesta di restituire in tempi brevissimi un aiuto a cui gli imprenditori del nostro territorio avevano diritto per legge, va contrastata con ogni mezzo a disposizione, perché non sia una pietra tombale sul nostro futuro e sulle nostre speranze. Un colpo del genere al nostro sistema economico equivarrebbe a un’altra mazzata a tradimento: alle imprese, ai lavoratori, ai cittadini, alle famiglie».

Pezzopane: Uniti Vinciamo

«Una mobilitazione unitaria, senza distinzioni e divisioni politiche e partitiche, è indispensabile. Una mobilitazione che unisca agli strumenti istituzionali e legali quello della manifestazione pubblica. Gli aquilani hanno dimostrato in  passato di sapere se necessario come fare sentire la propria voce. Torno perciò a sollecitarla e a richiamarne l’urgenza. Ora più che mai è necessario essere uniti, e occorre respingere ogni tentativo, anche maldestro, di rompere il fronte: uscite come quella recente della parlamentare e leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che punta ad approfittare del momento per aprire una polemica contro il Pd, vanno censurate sul nascere. Perché dannose, innanzitutto, ma anche perché false e paradossali: Meloni era ministro del governo Berlusconi, che con una tragica mancanza ha contribuito a creare il problema che oggi ci troviamo ad affrontare. Con i parlamentari di questo territorio al tavolo istituzionale con la Regione ed i sindaci -conclude Pezzopane – stiamo assumendo iniziative unitarie. Ognuno faccia la propria parte con serietà».

Quagliariello-Bagnai-Pagano: Una corsa contro il tempo

Un’interpellanza parlamentare per chiedere al governo di “attivarsi con la massima urgenza, sollecitudine e risolutezza” in Europa per “riaprire le negoziazioni sulla procedura d’infrazione” relativa alla sospensione dei tributi dopo il terremoto dell’Aquila del 2009; “far applicare in modo coerente la normativa sul caso di specie”; “assicurare l’applicazione delle condizioni del regime de minimis e della franchigia nell’ambito della disciplina del Temporary Framework“, in tempo utile rispetto “ai termini molto stringenti imposti dal decreto di nomina del commissario esecutivo”. E’ l’iniziativa assunta dai senatori eletti in Abruzzo Gaetano Quagliariello (Idea), Alberto Bagnai (Lega) e Nazario Pagano (Forza Italia), e sottoposta all’attenzione “bipartisan” di tutti gli altri parlamentari eletti nel medesimo territorio, per la loro adesione.

Obiettivo: sollecitare una “corsa contro il tempo” che accanto alle azioni intraprese dalle istituzioni comunali e regionali e dalle organizzazioni di categoria possa “scongiurare gli effetti disastrosi di una decisione iniqua, che metterebbero in ginocchio l’economia di un territorio già così duramente colpito”. Tema del contendere è ovviamente la procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea, che qualifica come “aiuti di Stato” le agevolazioni seguite al periodo di sospensione temporanea dal carico fiscale a causa di eventi calamitosi, e ne prescrive il recupero immediato.

Una decisione, quella della UE, che “non considera che i costi subìti da un territorio colpito da un sisma come quello del 2009 in Abruzzo – osservano Quagliariello, Bagnai e Pagano nell’interpellanza – non sono computabili soltanto in danni materiali, bensì anche in danni immateriali derivanti dal blocco di un’intera economia, degli apparati istituzionali locali e dal grave fenomeno di spopolamento conseguente alla distruzione di interi paesi e comunità”. Le agevolazioni fiscali non implicherebbero dunque nessuna “alterazione della concorrenza”, ma solo “un risarcimento rispetto a un danno subìto, esso sì in grado di falsare e minacciare il mercato concorrenziale”. Di qui la richiesta al governo di “un intervento urgente” presso le istituzioni europee, ma anche di un atto immediato che possa “assicurare l’applicazione della soglia di irrilevanza dell’aiuto, il cosiddetto de minimis, secondo i parametri del Temporary Framework, vigente all’epoca del terremoto, e dunque considerando come soglia dell’ammontare massimo quella di 500mila euro”.

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