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Crisi di fine mandato, il vicesindaco si dimette

Definitiva rottura tra il sindaco di Barete, Leonardo Gattuso, e il vicesindaco, Claudio Gregori, che ha rassegnato le dimissioni sia da vicesindaco che da assessore.

Si è consumata in queste ore la crisi di fine andato a Barete: a pochi mesi dalla scadenza del mandato elettorale, le incomprensioni tra sindaco e vicesindaco hanno raggiunto livelli evidentemente non più sopportabili da parte di Gregori, che – con una lettera indirizzata al sindaco Gattuso – ha formalizzato le proprie dimissioni.

Il vicesindaco di Barete: «Scelte non condivise hanno determinato la disgregazione della squadra».

«Caro sindaco, – scrive Gregori – con la presente, e solo dopo una difficile e sofferta riflessione, formalizzo le mie dimissioni irrevocabili ed effettive dalle cariche di vicesindaco ed assessore di questo Comune dando così seguito a quanto da me già espresso per le vie brevi. Negli ultimi incontri, in cui ho cercato di condividere le motivazioni che oggi mi spingono a dissociarmi definitivamente dalla compagine amministrativa nella quale per anni ho riposto, in modo spontaneo ed incondizionato, tutta la mia fiducia, ho maturato, scontrandomi con una fredda indifferenza, il convincimento di essere inadatto rispetto ad un modo di “fare politica” e di amministrare che è diventato per me incomprensibile e non condivisibile».

«In questi ultimi tempi- prosegue l’ormai ex vicesindaco – ho dovuto prendere atto di come tale fiducia, non solo non sia stata adeguatamente ricambiata, ma sia stata immotivatamente sostituita da continui atti di diffidenza e distacco che hanno irrimediabilmente minato il rispetto che dovrebbe caratterizzare il governare insieme. È stata messa troppo spesso in discussione la credibilità di una lunga attività politica da sempre condotta con passione e dedizione e confermata da un consenso popolare e da un’opinione pubblica che mi hanno permesso di svolgere per tanti anni il ruolo di amministratore con vero entusiasmo, spirito di servizio, tenacia, ma sempre con umiltà e correttezza, nell’interesse esclusivo della nostra comunità».

«A questo si aggiunge poi l’amara constatazione che comportamenti, metodi, strategie ed alcune tipologie di interventi decisi senza il mio coinvolgimento non trovano la mia condivisione. Tali scelte hanno determinato la disgregazione dell’intera squadra di maggioranza che ha visto nell’azione amministrativa un progressivo allontanamento da quei propositi enunciati nelle linee programmatiche, e sui quali mi sono sempre riconosciuto, fondate sul superamento di ogni tipo di protagonismo e tatticismo e sulla ricostruzione di una comunità fatta di uomini prima ancora che di politica. In tale visione si è riconosciuto l’elettorato che con entusiasmo ci ha scelto, una visione alta dei rapporti fra amministratori e cittadini, rapporti basati su principi di trasparenza, legalità, partecipazione, solidarietà. Consapevole della responsabilità di questa mia decisione e per quanto espresso sono oggi costretto a dover rinunciare all’autorevole incarico che ricopro per evitare che i contrasti ormai non più sanabili possano ostacolare il normale svolgimento dell’attività amministrativa nella delicata fase di fine mandato. Porgo comunque le mie scuse dal profondo del cuore a tutti i cittadini per non essere riuscito a raggiungere il difficile obiettivo di cambiamento e ringrazio i miei sostenitori ai quali però dico anche che continuerò a dare il mio contributo per il bene della comunità cui appartengo con dedizione e passione immutate».

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